Quando a fare omofobia è una certa sinistra

Di William Grandonico
Per la sinistra, la democrazia è a senso unico o a intermittenza. Omofobi e razzisti questa volta non se lo dicono da soli.

Sembrerebbe assurdo parlare di questi argomenti. Paladini della giustizia, buonisti e radical chic, non fanno attendere i loro insulti a chi ha una visione politica differente. Accade su Facebook all’ex presidente di GayLib, organizzazione gay di centrodestra, che raccoglie i liberali di tutta Italia. Lui è Sandro Mangano, candidato nel 2012 alle elezioni regionali siciliane in coalizione con l’ormai Presidente Nello Musumeci. Mangano ha una sola colpa, essere gay, cattolico e di centrodestra. Ricorda un pochino la vergognosa persecuzione comunista ai danni del popolo italiano di Istria e Dalmazia (che tutt’oggi, parecchi comunisti dimenticano). Gli italiani in quel caso avevano la sola colpa di essere tali.

Proprio lui, qualche giorno fa, ha deciso di pubblicare su Facebook tutti gli screenshot in cui si leggono le offese a suo carico. Molti commenti insultano lui e la sua fede cattolica. Altri, meno pesanti e più simpatici, cercano nella via infinita, l’ossimoro tra l’essere gay e anche di destra.

La democrazia, per alcuni, ma soprattutto per chi continua a invocarla ogni giorno, quando si tratta di farla valere, non esiste o si fa finta di nulla. Questi sono i difensori del pluralismo ideologico e della libertà. Sono gli stessi soggetti che al Pride, sventolano la bandiera della pace o quella a sei colori che è un chiaro segno all’orgoglio omosessuale. Continuo a chiedermi se ci sono o ci fanno, ma a quanto pare, la risposta è ovvia.

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