Walter Veltroni, torna a studiare

DI PIETRO BASSI

 

Walter Veltroni ha rilasciato di recente, nel salotto di ‘’In Mezz’ora’’ di Lucia Annunziata alcune dichiarazioni che mi hanno lasciato semplicemente spiazzato. Ma ancor più allucinanti sono state le argomentazioni, anche se fatico a definirle così, che Moni Ovadia ha pubblicamente espresso su Rai News 24 nel salotto di ‘’Studio24’’ di Roberto Vicaretti. All’indomani infatti della ‘’marcia polacca’’ di alcune forze ‘’populistiche’’, Veltroni ci viene a dire che c’è il pericolo del ritorno agli Anni Trenta. Ma, per favore, non diciamo corbellerie. Una persona si deve cimentare nel paese che analizza, non può farlo da un’altra prospettiva, se resta esterno e non si immedesima nell’abitante di quel determinato paese fa ragionamenti assolutamente precari. In questa ‘’marcia’’ che in realtà era una celebrazione della festa della Polonia, celebravano il ritorno alla loro indipendenza. La Polonia infatti, è stata dal luglio del 1569 e cioè dalla fine della dinastia jagellonica con Sigismondo II Augusto, terra di dominio di vari sovrani solo alcuni dei quali erano polacchi. Chopin infatti, si fece portatore della causa polacca per un ritorno all’indipendenza. L’11 novembre 1918, la Polonia tornò indipendente e tre giorni dopo, il 14 novembre nacque la Seconda Repubblica Polacca il cui Presidente eletto fu il Generale e Padre della Patria Józef Piłsudski. Dunque, caro Veltroni, sabato i polacchi stavano celebrando la loro festa nazionale. E in quel corteo marciante c’erano anche alcuni ‘’populisti’’, forse. Ma vedi, Walter, la Polonia è retta da un partito moderato che racchiude però forti connotazioni nazionalistiche. L’ex Presidente Lech Kaczyński, tragicamente scomparso in un incidente aereo ancora avvolto nel mistero il 10\04\2010, e il fratello Jaroslaw sono gli emblemi del partito maggioritario polacco e attualmente al governo: Prawo i Sprawiedliwość (Diritto e Giustizia); a livello europeo sono confluiti nel Gruppo Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei, quello che potremmo definire intermedio fra i Popolari e gli ‘’Euro-scettici’’. Questa, ti piaccia o meno Walter, è la Polonia. Mi pare strano che un uomo di cultura come te ignori che il Visegràd (V4) cioè l’alleanza dei paesi slavi: Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Polonia, sia diventato nella sua interezza, sostanzialmente (la Slovacchia è ‘’moderata’’ ma fortemente nazionalista anch’essa) di colore nero, per così dire. Piaccia o non piaccia. E perché? Perché, evidentemente, gli slavi si sono scocciati delle politiche social-progressiste buoniste di Bruxelles. Il discorso è però più complesso, perché i paesi slavi sono avanti rispetto a noi. Quest’estate sono stato a Praga e ho avuto modo di confrontarmi con alcune persone del luogo sui temi politici. Ebbene, oltre a respirare già da allora estrema sicurezza per le strade, il Presidente della Repubblica Ceca Miloš Zeman, leader del socialdemocratico Strana Práv Občanů – SPO (Partito dei Diritti Civili), ha avuto da sempre posizioni estremamente nazionaliste e dure, di chiusura netta, al tema dell’immigrazione, quasi fosse il ‘’pauroso’’e fascista, benchè popolare, Viktor Orbán. Come vediamo all’estero è tutto più fluido. Lo stesso in Austria, dove la SPÖ dell’ex cancelliere Kern non si è rivoltata alle poliche di chiusura di Sebastian Kurz, neo Cancellerie che già preparava l’alleanza con il Le Pen austriaco, Heinz-Christian Strache, leader della FPÖ. In Inghilterra un anno fa avvenne la Brexit, in Francia la Le Pen ha ottenuto un risultato che è comunque cosa da tenere a mente. Lo stesso in Bulgaria col partito ATAKA di Volen Siderov. E, sì, Trump. Ciò che è successo un anno fa negli USA non è da sottovalutare e analizzare in modo pressapochistico e qualunquistico. Come giustamente e in modo corretto ha riportato il politologo e giornalista Andrew Spannaus nel suo libro ‘’Perchè Trump vince’’, il successo di Trump, che non è emerso come un fungo, è da ricercarsi nell’insoddisfazione degli americani verso l’establishment, nella voglia di tornare a essere grandi e smettere di essere i ‘’poliziotti del mondo’’ anche se al potere Trump si è accorto che in toto questo non lo si può fare,  di pensare in primis all’America il famoso ‘’America First’’, nella rabbia di quella classe media e dell’America profonda che ha perso lavoro a causa della globalizzazione mondiale ma anche americana, spesso gli imprenditori americani de-industrializzano spostando le loro imprese dal Nord degli States, al Sud, dove la manodopera costa meno. Ma soprattutto Trump ha vinto perché ha indotto gli americani a svegliarsi, a cercare loro stessi, nel bene e nel male, dal torpore che Obama aveva creato. Ma ora planiamo da Washington DC a Ostia. Veltroni si dice impaurito di ciò che succede a Ostia, dell’imminente Marcia su Roma di Casa Pound. Ora hai paura, Walter? Ma ti sono sfuggite, per caso, le comunali di Bolzano e Lucca? Via, Walter, non buttarla nelle bazzecole. C’è un Hitler all’orizzonte, dici. E in coro tanti dibattiti veramente insulsi che si sentono in televisione, di gente che cosa sia la Storia e come la si debba trattare neppure se lo immaginano. Ma, per favore. La Storia è scienza e non la si può maneggiare come se fosse un romanzo o una recita teatrale. Ci si deve attenere ai fatti, poggiandosi sulle fonti a disposizione e sul materiale documentale. Tutti questi benpensati comunistoidi di sinistra sanno che, spesso, la Storia gioca scherzi quanto mai tremendamente singolari? Adolf Hitler, ma lo stesso vale per Benito Mussolini, potevano morire prima del 1919. Il 28\09\1918, cioè nell’ultimo anno di guerra, sì combattè la battaglia di Cambrai e San Quintino. Il soldato inglese Henry Tandey del Duke of Wellington’s Regiment vide, nell’assalto, il caporale Adolf Hitler piuttosto ferito e gli fece salva la vita; Tandey, purtroppo per lui, non aveva idea di che vita aveva salvato.  Caro Ovadia, vuoi lo ius soli? Bravo, continua pure e vedrai che successo avrà la sinistra. La sinistra deve seguire la linea di Marco Minniti. Ah, no, scusate, lui è per voi un becero fascista. Non ti crucciare Ovadia degli storici, noi storici sappiamo bene quello che facciamo ed essendo scienziati, fortunatamente, la maggior parte di noi analizza il passato in maniera obiettiva e non teatrale o romanzesca, come fai tu. La ‘’Marcia’’ su Roma e l’Ordine del giorno Grandi, ad esempio, sono dati di fatto, accaduti. Compito dello storico è quello di leggere o rileggere tali fatti, interpretandoli allargando il suo sguardo alla luce di un contesto più ampio. Lo storico, caro Ovadia, non è, e non deve essere, né giudice né attore e neanche un romanziere. Concludendo ci tengo a fare a Veltroni e Ovadia una domanda, quali intellettuali che sono non credo che scoprano qualcosa a loro nuovo: sapete cos’è la Konservative Revolution? Via, non è possibile che non lo sappiate; ebbene è questo il meccanismo che, finalmente, sta scattando e vivendo molta parte dell’Europa. Nessun fascismo, nessun nazismo, né Hitler e neppure Mussolini. Bensì un ‘’machiavellicanicamente’’ rivoluzionario nazionalismo conservator tradizionalista.  In battuta vi dico: state sereni!

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