Il Gioco di specchi del Medio Oriente

di Mirko Giordani

 

Nel medio oriente esiste molto probabilmente una divisione ancor più grande ed importante di quella israelo-palestinese (o meglio dire israelo-araba), ed è il conflitto tutto interno al mondo musulmano tra sciiti e sunniti.
Le principali potenze regionali che si fanno portavoce di queste due visioni dell’islam sono, rispettivamente, l’Iran sciita e l’Arabia Saudita sunnita.

Per dirla con il maestro Kissinger, l’equilibrio di potenza nel medio oriente dipende dallo stato delle relazioni tra Iran e Arabia. Se poi nello scacchiere entra anche Israele, il gioco è fatto ed una escalation si affaccia su un già travagliato medio oriente.
La scomparsa dell’Isis come entità parastatale tra Siria e Iraq ormai è questione di giorni, forse di mesi, ma se un pericolo si allontana ne arriva immediatamente un altro che potrebbe avere conseguenze ancor più nefaste.
Israele ed Arabia Saudita non hanno alcun tipo di relazioni diplomatiche, non hanno nessun volo diretto che le colleghi e non hanno nemmeno dei cavi telefonici tra di loro, ma condividono un nemico comune, l’Iran.
Un eventuale asse politico tra Gerusalemme e Riad, un fatto di dimensioni colossali, può alterare gli equilibri di potenza e scatenare una guerra regionale senza precedenti, che coinvolgerebbe molti piccoli stati e fazioni interne ad essi.

Basti pensare a paesi come il Libano, usato da Hezbollah come piattaforma logistiche per incursioni missilistiche ai danni della Galilea israeliana.
Pensiamo ai pasdaran iraniani presenti sotto le alture del Golan, che minacciano Israele. Pensiamo all’Iraq, un paese a maggioranza sciita ma governato sempre da élite sunnite.
Le conseguenze di uno scontro aperto tra Iran e Arabia Saudita vedrebbe coinvolte, più o meno direttamente, anche Russia e Stati Uniti: la prima più vicina all’Iran, i secondi ai sauditi.

Al momento, l’unico che ha delle cartucce strategiche da poter sparare è Vladimir Putin: potrebbe contribuire a calmare l’Iran in Siria e garantire la protezione di Israele e bilanciare la superiorità militare iraniana con vendita di armi ai sauditi.

Lo scenario è da quelli di un armageddon imminente, ma si sa, il medio oriente è un gioco di specchi che confonde e nasconde. Mai dire mai

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