Rosatellum Bis: piccole pillole per capirlo insieme

L’attuale Legge Elettorale battezzata Rosatellum Bis è al centro di grandi polemiche e giudizi da parte di elettori e rappresentanti politici.
Approvata poco più che un mese fa, rappresenta una cerniera alquanto precaria che però vuole permettere agli italiani di tornare alle urne.

 

LE PRECEDENTI

Il Rosatellum Bis va a sostituire l’Italicum per la Camera e la Legge Calderoli per il Senato, entrambe le leggi elettorali sono state infatti dichiarate tra le tante cose parzialmente incostituzionali dalla Corte Costituzionale.
Dopo un iter lungo ed estenuante, tra cui la proposta di rifarsi al Mattarellum successivamente bocciata, le più importanti forze politiche hanno trovato una via di mezzo: un compromesso, felici a metà.

 

COME FUNZIONA

La legge è a prevalenza proporzionale
Il Rosatellum Bis prevede 232 seggi alla Camera e 116 al Senato attraverso il metodo maggioritario (attribuiti con i collegi uninominali)
Ciò che resta si attribuisce attraverso il metodo proporzionalerispettivamente 386 seggi alla Camera e 193 al Senato – sono distribuiti proporzionalmente tra coalizioni e liste che abbiano superato la soglia di sbarramento stabilita nei collegi plurinominali.
In questa Legge Elettorale sono però previste ancora una volta le Liste Bloccate (dove non è previsto il voto per preferenza e i candidati vengono eletti a scorrimento ordinato).
La Corte Costituzionale dichiarò incostituzionali le Liste Bloccate nell’Italicum dal momento che l’elettore non aveva libera scelta rispetto al candidato da eleggere ed era vincolato invece dall’ordine prestabilito dal partito/coalizione
Ma a quanto pare l’attuale Legge può arginare questo giudizio dal momento che è cambiata la lunghezza dei candidati per ogni lista, così le liste bloccate brevi risultano più semplici da riconoscere per l’elettore.
In ultimo, ma non meno importante, è previsto che la lista/coalizione presenti il suo programma e dichiari un proprio capo politico.
Sono previste anche le soglie di sbarramento:
Per le liste del 3% , mentre per le coalizioni del 10%, ciò significa che al di sotto di queste percentuali le liste e/o le coalizioni non otterranno seggi in Parlamento, criterio valido sia per la Camera per il Senato.

MAGGIORITARIO E PROPORZIONALE, ESATTAMENTE COSA SONO?

Dare prevalenza al metodo proporzionale significa creare un equilibrio tra voti e seggi .
Il Proporzionale infatti garantisce rappresentanza ad ogni forza politica, facciamo un esempio: se un partito prende 3% di voti, otterrà alla Camera/Senato il 3% dei seggi.
Tecnicamente è quasi sempre associato al collegio plurinominale.

Il metodo maggioritario, invece, si avvale della regola “il primo prende tutto”, escludendo de facto le minoranze.
Il vantaggio di un sistema simile è la garanzia di governabilità, quasi impossibile da ottenere attraverso il proporzionale in un paese con grande frammentazione politica.
Solitamente è legato al collegio uninominale (dove un solo ed unico candidato viene eletto)

Naturalmente questo articolo vuole essere un chiarimento rispetto alle caratteristiche principali della Legge, invitiamo perciò i lettori incuriositi a continuare un approfondimento rispetto al Rosatellum Bis.
In futuro ci occuperemo di una rubrica gestita da giuristi ed esperti del mestiere così da avere analisi approfondite sotto ogni aspetto.

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