Aboliamo il suffragio di quelli di Abolizione del Suffragio Universale

di Manuel Di Pasquale.

Già il titolo della pagina è edificante per farci capire con che tipo di persone abbiamo a che fare: i classici signorotti di una certa sinistra da salotto. No, non lo dico perché ho litigato con qualche gestore della suddetta pagina, ma bastò una foto di Marine Le Pen a testa in giù per capire di cosa parliamo.

Andando avanti, da questi ragazzotti è stato pubblicato un post copincollato di un certo Emiliano Rubbi, produttore discografico e blogger “de sinistra”.

Nello scritto – linkato male, perché nella versione desktop rimanda alla versione mobile – è possibile leggere quanto segue:

Una bambina di 9 anni, a Padova, viene data in sposa da una coppia di genitori musulmani ad un 35enne (anche lui, ovviamente, musulmano) che abusa di lei.

La bimba si presenta in ospedale (portata da chi? non è dato saperlo) e, quando i medici accertano l’avvenuto stupro, i carabinieri la sottraggono ai genitori e la portano in “un luogo sicuro”.
Il marito stupratore musulmano 35enne, invece, attualmente è ricercato dalle autorità.

Questo, in soldoni, l’articolo di Libero che ha fatto infuriare Capitan Matthew.
E sotto il post è un tripudio di “BASTA NON SE NE PUÒ PIÙ!”, di italie agli italiani e di ruspe impazzite che anelano a radere al suolo le abitazioni degli islamici pedofili.

C’è solo un piccolo problema: la cosa non è mai avvenuta.
Cioè, a Padova non solo non è stata stuprata nessuna bambina, ma i carabinieri non sanno neanche di cosa si stia parlando, visto che la piccola non risulta in custodia loro o di un qualsiasi altro corpo di polizia e visto che, attualmente, non risulta esistere nessun mandato di cattura per quelle accuse.

“TUTTO QUESTO È MOSTRUOSO”
Mavaffanculo.
Vabbè: è Libero, niente di nuovo, in fondo.

Naturalmente Capitan Sciacallo avrà sicuramente saputo, nel frattempo, che si trattava di una bufala, ma si è guardato bene dal rimuovere il post.
Tanto chi se ne frega se è vero o meno, l’importante è che il suo seguito di scimmiette indignate creda che lo sia, che pensi che “gli islamici”, oltre a farsi notoriamente saltare in aria appena ti giri un attimo dall’altra parte, adesso sono diventati anche pedofili, quindi vanno assolutamente mandati “A CASA LORO”.
Come?
Votando per lui, ovviamente.

E il problema è che lo voteranno davvero, convinti come sono della gigantesca mole di bufale e cazzate assortite che ormai gli hanno ficcato in testa da anni.

Ricostruire una consapevolezza e una coscienza sociale si fa ogni giorno più difficile.
E il pagliaccio padano, intanto, se la ride beato.

(via Emiliano Rubbi: https://m.facebook.com/story.php…)

 

Ora, più volte ho detto che è esecrabile diffondere bufale, ma è ancor peggio inventare “sbufalate” e debunking su fatti realmente accaduti.

Il discorso che sto per fare è rivolto anche ad altri, tra cui la testata Giornalettismo, il blog Butac e via discorrendo.

Sì. Ve lo dico subito: la notizia è vera. Quindi la bufala, in questo caso, sarebbe la “sbufalata”.

La notizia, intanto, caro signor Rubbi, non è partita da Libero, ma dal Gazzettino. Libero, così come il Messaggero, ad esempio, ha semplicemente riportato quanto detto dalle altre testate.

Proprio sul sito del Messaggero, oggi, è possibile leggere:

La notizia della bambina di 9 anni data in sposa a un 35enne, pubblicata dal Gazzettino, è stata ripresa e commentata da molti giornali e siti web. Alcuni, non avendo trovato conferma di quanto riportato, hanno dedotto che si tratti di una notizia falsa.

A chiarimento di quanto scritto, specifichiamo che la notizia non è frutto di una nostra fantasia: ci è stata data da una fonte ufficiale, qualificata e informata sui fatti, nel contesto della presentazione di una nuova “sala protetta” per l’audizione di vittime di violenza gestita dal Soroptimist di Padova e dall’Arma dei Carabinieri. La stessa fonte ci ha fornito anche dettagli – che non sono stati riportati nell’articolo – tali da rendere evidente la conferma di una conoscenza precisa dei fatti.

Non abbiamo quindi motivo di dubitare della credibilità della fonte in questione. Tuttavia, se abbiamo scritto qualcosa di inesatto, ce ne scusiamo innanzitutto con i nostri lettori. Non è mai stata intenzione del Gazzettino enfatizzare oltremisura determinate situazioni, ma proprio la precisione del racconto e la circostanza in cui è stata appresa l’informazione ci ha spinto a renderla pubblica. Peraltro, prendiamo chiaramente le distanze da considerazioni e commenti che in alcuni casi sono stati fatti.

 

Vediamo se adesso i “debunkers” faranno marcia indietro e confermeranno la verità.

Intanto, a quelli di Abolizione del Suffragio Universale, dico che oltre a presentare un’idea anacronistica – la sinistra, in teoria, dovrebbe essere quella che vuole il voto per tutti – di essere più umili e meno boriosi. Se la gente si allontana da voi, non è per una questione legata all’ignoranza, ma per la vostra pseudo-superiorità intellettuale – che tra l’altro credete di avere solo voi – in maniera arrogante. All’inizio la vostra pagina era nata come esaltazione della goliardia, col tempo è diventata un ritrovo dei centri socialari.

No, per questioni morali e, soprattutto, di signorilità, io non chiedo l’abolizione del vostro suffragio,: il titolo è meramente provocatorio. Voi, invece, col tempo, avete dimostrato che la denominazione della vostra pagina non è provocatorio e/o ironico, ma un’ideale purtroppo serio che sta prendendo realmente piede nei vostri circoli. Ed anche pericoloso.

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