Cosa si prova a stare dall’altra parte?

di Simone Valleri.

Era il giorno di Santo Stefano di 71 anni fa quando a Roma da un’idea di vecchi reduci “repubblichini” come Giorgio Almirante, Pino Romualdi, Arturo Michelini e Biagio Pace nacque il Movimento Sociale Italiano.
Fu il primo vero partito forte di destra dopo la caduta del PNF.

Ovviamente non fu mai il primo partito del paese, però fu quello su cui si potevano contare valori e ideologie ben precise, che non scendeva a compromessi per chissà quale favore “politico” e come disse una celebre frase di Almirante: “noi possiamo guardarti negli occhi”.

Questo lo ha dimostrato quando fu l’unico partito della Prima Repubblica ad uscire “senza tangenti” dallo scandalo di Mani Pulite.

Come in tutti i principali partiti presenti allora (PCI, PSI, DC) anche all’interno dell’MSI nacque il movimento giovanile chiamato “Fronte della Gioventù”, precisamente nel settembre 1971.
Sulle orme del partito che li rappresentava, anche FdG si presentava con giovani che credevano ferventemente nei loro ideali di destra sociale, battendosi, manifestando e lottando frequentemente per il loro credo, soprattutto nel cuore degli anni di piombo dove essere di destra ed esporsi poteva significare rischiare la vita, come purtroppo accadde ad esponenti del movimento quali Sergio Ramelli, Francesco Cecchin e Paolo Di Nella che morirono sotto la violenze delle Brigate Rosse e di altri esponenti dei movimenti giovanili vicini al PCI.

Questi sono solo alcuni nomi dei militanti del FdG che hanno perso la vita solo per avere ideali diversi dal resto della società: alcuni sono morti solo perché affiggevano un manifesto del partito, altri dentro la sede dello stesso per un assalto delle BR, ma una caratteristica che ha sempre contraddistinto chi stava “dall’altra parte” è dopo che succedevano queste tragedie i giorni seguenti erano sempre più uniti e compatti nelle piazze a far sentire la propria voce, a far capire che c’erano anche loro e rappresentavano una buona fetta dei giovani di tutta Italia e non bastava sicuramente questo per far cambiare i loro ideali.

Queste battaglie, seppur in contesti diversi, vennero portate avanti dopo lo scioglimento di FdG e dell’MSI, da Azione Giovani e altri movimenti giovanili che li hanno succeduti, con le stesse finalità.

Nel corso degli anni, per i giovani che si affacciavano nel mondo della politica iniziando a interessarsi di tutte le tematiche ideologiche e ad esporsi mostrando simpatia o consenso verso “l’altra parte” non è mai stato facile, come non lo è al giorno d’oggi, dove spesso e volentieri si cadono in tanti stereotipi, quali quelli di “fascista, razzista, tanto altro…”, però sappiamo che stare dall’altra parte vuol dire anche sentirsi apostrofare per qualcosa che non si è, ma siamo talmente abituati che ormai non ci facciamo più caso, perché abbiamo tanti valori, principi e ideali di cui siamo fieri, da esporre e condividere che questo compito lo lasciamo a chi non ne ha, e deve trovare un modo per scaricare le proprie frustrazioni derivate da poca argomentazione e scarsa conoscenza.

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