Cos’è il liberalismo?

di Marco Di Lecce.

Premetto che la questione andrebbe sviluppata molto più approfonditamente, ma qui non è possibile per ragioni logistiche. Mi limito perciò ad una breve, seppur difficile, riflessione.

Il liberalismo è una vasta dottrina di pensiero, non una rigida ideologia; e si basa sull’eterno divario “Mercato/Stato”. Paradossalmente, nonostante di sia indiscutibilmente affermato nel giorno d’oggi, è poco conosciuto e studiato; a differenza di pensieri totalitari sanguinari, che tuttora suscitano interesse e apprezzamento da troppi.

Alla base del liberalismo c’è il valore della libertà degli individui contro le ingerenze del potere dello stato.

Alcuni liberali, seguaci del pensiero di Keynes, ritengono che lo stato possa intervenire nell’economia, ma principalmente nei momenti di crisi del mercato.

Altri esponenti del pensiero liberale, seguaci della “Scuola Austriaca”, di Lüdwig Von Misses e Friedrich Von Hayek, credono che lo stato non debba mai intromettersi nell’economia e che le crisi, createsi nel mercato, debbano essere risolte dal mercato stesso, e cioè dai singoli individui che volontariamente cooperano tra di loro; mentre lo stato deve limitare il suo agire solo al rispetto delle leggi e alla tutela dei diritti individuali.

Nella storia, il pensiero liberale ha avuto gli albori nel medioevo durante il mercantilismo e con gli scritti di Macchiavelli. Ma il liberalismo maturo si è sviluppato invece in Inghilterra e in Francia, con una grossa differenza, illustrata bene dal libro “Storia del liberalismo europeo” di De Ruggero, edito nel 1949, che ho avuto il privilegio di leggere in originale. In Francia la dottrina liberale si fondava sul principio illuministico della Ragione; in Inghilterra invece sul valore della libertà individuale. Nei decenni passati, si prediligeva il modello keynesiano, in cui gli stati definivano l’assetto dell’economia. Non per nulla, durante gran parte della sua vita Von Hayek fu a lungo “snobbato” dal pensiero dominante.

Solo negli ultimi tempi si è rivalutato il suo pensiero, affermandosi notevolmente in gran parte del mondo libero. Oggi il mercato detiene un potere mai visto prima e “prende terreno” a discapito dei governi, sempre più inermi di fronte a tale potenza economico-finanziaria.

Sottolineo che non esiste un modello perfetto al 100%, ma, personalmente, mi sento più vicino al pensiero di Von Hayek, dato che l’intervento statale troppo spesso crea danni, pur pensando di fare il bene; infatti UN ORGANO COLLEGIALE NON POTRÀ MAI CAPIRE MEGLIO DELL’INDIVIDUO COSA SIA PIÙ CONVENIENTE PER QUEST’ULTIMO.

Voglio concludere con queste parole: ” La cooperazione volontaria è sempre un gioco a somma positiva”, come suole dite il professor Infantino, docente della Luiss e grande esperto di liberalismo e in particolare degli scritti di Hayek.

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