Una nuova idea di destra per dare voce al cambiamento

di Luigi Circiello.

Nel dibattito politico attuale, su tanti temi all’ordine del giorno, manca una voce che
sia in grado di dare entusiasmo, sicurezza e slancio, politico e sociale, ad una parte
del paese, ad una grande fetta di elettorato: è la voce della destra.

Dai temi dell’ambiente a quelli del lavoro, passando per l’accoglienza, l’economia, la
sanità e il ruolo del paese nei rapporti internazionali, sono diversi i temi sui quali
molti che si ritrovano nel pensiero della destra italiana, sono attualmente smarriti e
mal rappresentati, quando non rappresentati affatto, dalle soluzioni proposte da
democratici, pentastellati, forzisti, e “lepeniani”.

Il silenzio, la confusione, ci
impongono di colmare questo vuoto, ma non “tanto per fare qualcosa”, né tanto meno per far rivivere il passato, quanto piuttosto per proporre nuove soluzioni, a problemi nuovi e ricorrenti, ai quali la nostra storia e la nostra visione possano dare un
contributo concreto.

Dar voce alla destra italiana, al suo popolo o a chi ad essa guarda, non è impresa
semplice. Reduce da una stagione politica intensa e che paradossalmente non ha
lasciato nulla o ben poco, la destra si trova divisa tra forze tendenzialmente liberiste e
populiste, guidate dagli interessi del capo le prime e dagli umori del momento le
seconde. Senza una linea politica definita, senza un progetto.

È proprio da questa divisione che occorre ripartire, e trovare in questa debolezza
la forza di creare un soggetto politico in grado di dare unità alla destra, una destra
nuova, che fondi la sua azione e che abbia nei suoi contenuti ben presenti i principi ed
i valori che la contraddistinguono.

Non sarà facile. Ma chi ci si vuol cimentare deve avere ben presente che in gioco non
c’è il destino suo personale, ne quello di interessi di parte bensì, il destino più alto e
superiore dello Stato. Quello Stato il cui senso negli ultimi anni si è lentamente perso, delegittimando le istituzioni e coloro i quali ci lavorano, coloro che ne sono fieri e
onesti servitori.

Dunque unità, di contenuti, di finalità e di intenti e senso dello Stato, intenso come
l’operare al servizio di esso, sono solo due dei moti che devono muovere quanti
animanti anche e soprattutto di coraggio, entusiasmo e fantasia, vogliono contribuire
alla nascita di una destra che non sia solo di governo ma resti il riferimento di una
intera area. E, per far ciò, occorre che essa si crei e si sviluppi su di una serie di
principi fondanti, che non mutino al passare delle stagioni politiche e che siano invece un collante tra le diverse generazioni: la nostra guida non dovrà essere un leader, che pure è fondamentale, ma le idee, i principi ed i valori poiché da questi e su questi nascono e si creano le leadership. E, di valori, la nostra storia, non è avara.

Pertanto se sapremo riportarli in auge ed
applicarli alla complessa realtà italiana, sicuramente formeremo una nuova classe
dirigente di destra, in grado di governare e guidare il paese.

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