Bergoglio e la Chiesa neo-progressista

di Manuel Di Pasquale.

Bergoglio mi piace perché è ateo.

Questa frase, ad inizio anno, venne pronunciata da Vittorio Sgarbi.

Negli ultimi mesi è parso evidente che Papa Francesco I ha generato diversi malumori tra i fedeli devoti alla Chiesa di Roma.

Sempre nella stessa intervista – rilasciata a La Fede Quotidiana – da cui è estrapolata la frase di apertura, Sgarbi si accanì contro la bruttezza delle chiese moderne, visto che stanno mano a mano perdendo il senso del sacro.

Prenda quella di San Giovanni Rotondo che pure porta la firma di Renzo Piano, è orribile. Un’altra causa è che, rispetto al passato, gli architetti spesso sono scelti tra non credenti, tra chi non ha fede o disconosce la religione e questo inevitabilmente influisce sia sulla ispirazione, che sull’opera d’arte. Ma le ribadisco che la causa prima è lo spirito del Vaticano II, dove la Chiesa cattolica ha preferito guardare all’io invece che a Dio.

In effetti, è un qualcosa che va a braccetto con chi sta continuando l’opera di decattolicizzazione del Vaticano.

Bergoglio, nei tempi, si è messo in mezzo su molte questioni, nemmeno fosse un esponente della DC. In questi mesi, infatti, Francesco I ha espresso il suo appoggio a tutte quelle battaglie della sinistra progressista, quella che in teoria dovrebbe essere anti-clericali, che una volta sarebbero state portate avanti dai Radicali di Pannella, il partito in assoluto più lontano dai valori cattolici.

Così, nei mesi, da Piazza San Pietro sono partite esortazioni sull’approvazione dello Ius Soli e sull’accoglienza incontrollata. Per il Vaticano? Macché, Bergoglio si guarda bene dal mettersi clandestini in casa propria. Le prediche, per l’appunto, sono rivolte agli italiani, specialmente a quelli che devono già fare numerosi sacrifici per arrivare a fine mese. In tutto questo, invece, il predecessore, Papa Benedetto XVI si espresse in altra maniera: bisogna tutelare il diritto a non emigrare, il diritto a costruirsi il futuro in casa propria. Diritto della ricerca della felicità in madrepatria che deve venire prima della necessità di girare il mondo.

Inoltre, poi, Francesco I ha aperto più volte all’Islam. La prima volta dicendo che cristianesimo e musulmanesimo sono nate dalla stessa radice, la seconda dicendo che Bibbia e Corano sembrano essere state scritte dagli stessi Apostoli. Accostamenti molto azzardati, come scrisse Magdi Allam:

Possibile che Papa Francesco e i vertici della Chiesa non sappiano che Allah era il dio supremo del Pantheon politeista arabo e non ha nulla in comune con il Dio Padre? Che Maometto è stato un criminale che ha ucciso e decapitato ebrei, cristiani, pagani, e che non ha nulla in comune con Gesù Cristo? Che l’islam legittima l’odio, la violenza e la morte, e che non ha nulla a che fare con il cristianesimo che si fonda sull’amore del prossimo? Che esiste un solo islam perché il Corano è unico e Maometto è unico, che pertanto i musulmani come persone possono essere moderati ma che l’islam come religione non è moderato?.

Tutto ciò, quindi, sembra seguire una logica partita dal Concilio Vaticano II: far allontanare credenti, far crollare quello spirito di comunità, far diventare la Chiesa il centro dell’avanguardia progressista, di un’idea che porrà sopra a tutto l’eccessivo edonismo umano condito da un individualismo sfrenato. Come è possibile realizzare tutto questo? Delegittimando il sacro e favorendo il profano. Bergoglio, in questo caso, sembra l’uomo adatto.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *