Leonardo Gallitelli, il nuovo Dwight Eisenhower?

di Pietro Bassi.

L’articolo era nato come analisi dell’Amministrazione Eisenhower, appresa però la notizia di ieri e cioè che il Presidente Silvio Berlusconi, nel salotto televisivo di Fazio avrebbe lanciato come possibile candidato premier per la coalizione di centro-destra il Generale Leonardo Gallitelli, mi è sembrato interessante aggiustare l’articolo.

Natio di Taranto, ma materano d’adozione, Gallitelli dopo i comandi di Viggiano, Aosta e Genova è stato Comandante Supremo dell’Arma dei Carabinieri dal 2009 al 2015. Personalmente ritengo che la semiseria trovata di Berlusconi non sia così balzana. Anzi la vedrei assolutamente positiva. Il Generale Gallitelli avrebbe infatti le physique du rôle necessario per ricoprire la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri. Peraltro, è curioso notare che questa notizia ha parecchi punti di contatto con ciò che è oggetto dell’articolo: le assonanze fra Dwight Eisenhower e Leonardo Gallitelli infatti potrebbero essere molte.

Dwight Eisenhower nacque nella cittadina di Denison, nel Texas, da David Jacob e Ida Elisabeth Stover ed era il terzo di sette figli. Già in piccola età i suoi famigliari lo iniziarono a chiamare col diminutivo di Ike. La famiglia Eisenhower proveniva da Forbach, cittadina della Lorena, ma viveva negli USA fin dal 1700. Nel 1882 la famiglia fece ritorno al paese natio di Abilene nel Kansas. Dal 1909 al 1911 il giovane Ike lavorò alla ‘’Belle Springs Creamery’’ un’industria del settore caseario del Kansas. L’1 luglio 1916 Dwight si sposò con Mamie Geneva Doud, natia di Boone, Iowa a Denver nel Colorado. Ebbero due figli: Doud Dwight che morì nel 1921 lasciando una traccia indelebile nella mente di Mamie e Ike e John Sheldon. Quest’ultimo prestò servizio nell’esercito e fu ambasciatore in Belgio; suo figlio e di Barbara Thompson e cioè David Eisenhower sposò Julie Nixon, a lui peraltro si deve l’appellativo di Camp David che è la celebre residenza sulle montagne del Maryland settentrionale. Alla fine della seconda guerra mondiale Eisenhower avrebbe voluto chiedere il divorzio e sposare la sua autista e segretaria, l’ausiliaria di origine britannica Kay Summersby (Mechanised Transport Corps e poi Women’s Army Corps), con cui aveva una relazione dal 1942, ma Truman glielo vietò, e alla fine Ike restò con la moglie.

Aspetto fondamentale di Eisenhower è quello legato alla pratica religiosa. La sua famiglia infatti faceva originariamente parte della Chiesa dei Fratelli in Cristo, una chiesa evangelica mennonita. Tuttavia, quando lui ebbe cinque anni, i suoi genitori divennero seguaci degli Studenti biblici, i cui i membri successivamente presero il nome di Testimoni di Geova. La casa Eisenhower servì come luogo d’incontro del gruppo religioso dal 1896 al 1915, quando il padre abbandonò l’organizzazione religiosa. I testimoni di Geova tuttavia celebrarono il funerale del padre di Ike quando morì nel 1942. La madre di Ike continuò a essere attiva testimone di Geova fino alla propria morte (avvenuta nel 1946), mentre Ike e i suoi fratelli smisero di frequentare regolarmente dopo il 1915. Ike godette un rapporto stretto con sua madre, durante il corso della loro vita e per il giuramento del suo secondo mandato presidenziale usò persino una Bibbia stampata della Società Torre di Guardia (l’associazione dei testimoni di Geova): l’American Standard Version, pubblicata nel 1901 e adottata dai Testimoni per il frequente uso del nome Jehovah nell’Antico Testamento.

Come sappiamo Eisenhower passò alla storia per la sua carriera militare, sebbene non risultò nascere in modo sfolgorante come saremmo portati a credere. Egli studiò all’Accademia di West Point, e uscito dalla stessa con buoni voti, ebbe il compito di addestrare le reclute alla vigilia dell’entrata in guerra degli Stati Uniti d’America nel 1917; quindi non partecipò direttamente alla campagna dell’American Expeditionary Forces sul Fronte occidentale del 1917-1918.

Nel marzo 1941 Ike ricopriva il grado di colonnello; fu però a seguito di una serie di esercitazioni campali in Louisiana dove palesò le sue grandi capacità tattiche e strategiche che il Comandante di Stato Maggiore, il Generale George Marshall lo nominò quale Comandante in capo delle forze americane in Europa. Fu così che iniziarono le sfolgoranti campagne e le grandi vittorie americane sul suolo europeo e non solo: l’Operazione Torch, la conquista della Tunisia, lo sbarco in Sicilia e a Salerno, l’Operazione Overlord ossia il D-Day e i combattimenti nella foresta delle Ardenne. Eisenhower peraltro partecipò alla Conferenza di Casablanca, a lui il Generale Roberto Castellano si arrese a Cassibile e con lui si siglarono a Malta gli accordi di armistizio separato per parte italiana. E fu verso di lui che i tedeschi predisposero l’Operazione Greif guidata dal SS-Obersturmbannführer Otto Skorzeny, colui che liberò Mussolini da Campo Imperatore sul Massiccio del Gran Sasso. Il 20 dicembre 1944 venne nominato ‘’General of Army’’ uno dei maggiori gradi dell’Esercito Americano.

Ritengo particolarmente interessante portare all’attenzione il fatto che Eisenhower criticò fermamente la decisione di Truman di bombardare Hiroshima e Nagasaki con la bomba atomica. Eisenhower scrisse nelle sue memorie ‘’The White House Years’’: «Nel 1945 il Segretario alla Guerra Stimson, visitando il mio quartier generale in Germania, mi informò che il nostro governo stava preparandosi a sganciare una bomba atomica sul Giappone. Io fui uno di quelli che sentirono che c’erano diverse ragioni cogenti per mettere in discussione la saggezza di un tale atto. Durante la sua esposizione dei fatti rilevanti, fui conscio di un sentimento di depressione e così gli espressi i miei tristi dubbi, prima sulla base della mia convinzione che il Giappone era già sconfitto e che sganciare la bomba era completamente non necessario, e in secondo luogo perché pensavo che il nostro paese dovesse evitare di sconvolgere l’opinione pubblica mondiale con l’uso di un’arma il cui impiego era, pensavo, non più obbligatorio come misura per salvare vite americane».

Un giovane attore liberal-democratico, quale Ronald Reagan, si prodigò per far accettare da Eisenhower candidatura per il Partito Democratico per le elezioni del 1952. Però le alte sfere democratiche, ottenuto il sostanziale rifiuto di Ike, virarono su Adlai Stevenson. L’establishment del Partito Repubblicano allora puntò forte su Ike che accettò la nomination e scelse come candidato Vice-Presidente Richard Nixon il quale era già in prima linea per le fila repubblicane all’interno del panorama politico. Il duo Eisenhower-Nixon vinse le elezioni del 1952.

La candidatura di Eisenhower venne sponsorizzata da un corrente puramente conservatrice minoritaria dell’Ambasciatore e senatore del Massachusetts Henry Cabot Lodge Junior ed era volta a scardinare il monopolio democratico alla Casa Bianca che durava da un ventennio.

Da presidente, Eisenhower, si dimostrò equilibrato sia in politica interna che in politica estera: per quanto riguarda la prima, a differenza di quanto sperato da molti conservatori, non smantellò il New Deal ma, anzi, promosse alcune riforme in politica sanitaria. In politica estera, se durante la campagna elettorale aveva accusato l’amministrazione Harry Truman di una lotta inefficace nei confronti del comunismo, al contenimento egli opponeva il rollback, cioè un ruolo attivo nel ridurre l’influenza dell’Unione Sovietica, nei fatti continuò la politica del predecessore. Nel 1954 concluse la pace con la Corea del Nord. Ike ampliò il sistema di sicurezza sociale oltre a costruire l’Interstate Highway System, cioè il sistema autostradale statunitense che ancora oggi porta il nome di Eisenhower IHS. Il Presidente Eisenhower era peraltro il Comandante della Supreme Headquarters Allied Expeditionary Force, cioè il Quartier generale Supremo delle Forze di Spedizione Alleate nell’Europa Nord Occidentale.

Le forze di Eisenhower crearono una rete nazionale di club di base, note come ‘’Cittadini per Eisenhower’’. Accolti anche indipendenti e Democratici, in quanto gruppi specializzati nella ricerca di quartiere e nelle assemblee minori, speravano in tal modo di rivitalizzare il partito, espandendo i ranghi dell’attivismo e sostenendo politiche moderate e internazionaliste. Non approvarono candidati diversi, prestandovi ben poca attenzione dopo aver vinto e non riuscirono a mantenere l’imponente moto di partenza, ma così i Repubblicani conservatori ne risultarono avvantaggiati, tanto che portarono alla nomina di Barry Goldwater nel 1964. Gli attivisti di più lungo corso videro i nuovi arrivati con sospetto e ostilità, tanto che in modo più significativo l’attivismo a sostegno di Eisenhower non si tradusse in entusiasmo per la causa del partito. Una volta in carica Eisenhower non dimostrò di essere un vero capo di partito e il vicepresidente Richard Nixon venne così ad assumere sempre più un ruolo politico di primo piano.

Alla fine degli anni Quaranta Eisenhower era uno strenuo sostenitore della ‘’Corsa agli armamenti’’. Sul finire degli anni Quaranta Ike si rese conto che ‘’Il complesso militare-industriale’’ del Paese era una macchina estremamente pericolosa dalla quale guardarsi con attenzione.

Il Presidente Eisenhower nel suo discorso ‘’Chance of Peace’’ del 16 aprile 1953 disse: «Ogni arma da fuoco prodotta, ogni nave da guerra varata, ogni missile lanciato significa, in ultima analisi, un furto ai danni di coloro che sono affamati e non sono nutriti, di coloro che hanno freddo e non sono vestiti. Questo mondo in armi non sta solo spendendo denaro. Sta spendendo il sudore dei suoi operai, il genio dei suoi scienziati, le speranze dei suoi giovani. […] Questo non è affatto un modo di vivere, in alcun senso legittimo. Dietro le nubi di guerra c’è l’umanità appesa ad una croce di ferro».
Nel ‘’Farewell Addres’’, cioè nel discorso d’addio alla Nazione del 17 gennaio 1961, Ike ripetè: «Nelle riunioni di governo, dobbiamo stare in guardia contro l’acquisizione di ingiustificata influenza, voluta o non richiesta, del complesso militare-industriale. Il potenziale per la disastrosa ascesa di potere male assegnato esiste e persisterà. Noi non dobbiamo mai lasciare che il peso di questa combinazione metta in pericolo le nostre libertà o i nostri processi democratici. Non dovremmo dare nulla per scontato. Solo una popolazione in allerta e informata può costringere ad una corretta interazione la gigantesca macchina industriale e militare della difesa con i nostri metodi ed obiettivi di pace, in maniera tale che sicurezza e libertà possano prosperare insieme».

Lo storico David Reinhard ha concluso la sua disanima sostenendo che il presidente era mancante di un forte impegno politico duraturo, si rifiutò di intervenire nelle faccende politiche degli Stati federati, non comprese gli usi possibili del patrocinio presidenziale e infine sovrastimò i suoi personali poteri di persuasione e conciliazione. Il tentativo svolto nel 1956 per convertire il partito a un moderno repubblicanesimo si rivelato il suo maggiore fiasco: si tratto difatti di una vaga proposta con una personalità debole e il poco finanziamento e la pubblicità connessa causò turbolenze all’interno delle sedi locali in tutto il Paese. I Repubblicani guidarono entrambe le Camere a partire dal 1952, ma due anni dopo le persero entrambe, non recuperando più il Senato fino al 1980 e la Camera fino al 1994. Secondo Reinhard il problema fu che agli elettori piaceva Eisenhower, ma molto meno il suo partito.

Eisenhower non viene soltanto ricordato per la sua campagna militare durante la II guerra mondiale e la sua presidenza, ma anche per essere stato associato al mondo della moda in due occasioni: la più importante quando venne lanciata la giacca ‘’stile Eisenhower’’negli anni sessanta: gli stilisti di allora si ispirarono al giubbotto militare a doppiopetto basso che egli era solito usare, di lì poi venne di gran moda il doppiopetto maschile e femminile, anche se solo il primo è poi durato. Sua moglie Mamie era peraltro una costante frequentatrice di una delle migliori sartorie italiane in Piazza della Repubblica, a Firenze.

L’Amministrazione Eisenhower è, infine, oggetto delle teorie del complotto. Secondo la versione riportata dal libro ‘’Alien Report’’ di Pablo Ayo, il famigerato incontro fra Eisenhower e un tipo di razza aliena sarebbe avvenuto nell’aprile del 1954 nella base aerea di Muroc Field, poi ribattezzata Edwards Air Force Base, in California. Tra gli hangar vennero viste atterrare alcune astronavi, tre a forma di disco volante e due sigariformi. Subito venne avvisato il Ike, che si trovava in vacanza in zona, a Palm Spring. A lui, in quanto comandante della Nazione più potente al mondo, si presentarono gli ambasciatori alieni dall’aspetto umano, ad eccezione della testa, più grande e del tutto glabra. In perfetto inglese, gli comunicarono che volevano iniziare un programma di educazione dei Terrestri, per abituarli alla presenza di altre forme di vita nello spazio. Ma Eisenhower, sbigottito, diede parere negativo: l’annuncio sarebbe stato troppo traumatizzante. Autorizzò però gli alieni a contattare singoli individui, fino a quando non fosse giunto il momento adatto per la rivelazione di massa, a patto però che ciò non provocasse panico o confusione nel pianeta.

Una storia pazzesca, alla quale però Laura Eisenhower, discendente secondaria di Ike, dà credito e sostanza. ‘’Io sono la bisnipote del Presidente e devo dire che sono praticamente certa che Ike fosse al corrente del fatto che gli Alieni visitino la Terra. Ciò risultava ovvio in più modi. Per cominciare, ci furono qua e là delle voci. Ad esempio, si dice che Mamie, la mia bisnonna ed ex first lady, avrebbe parlato della questione con il padre del noto ufologo Ed Grimsley, un lontano parente. L’industria militare vive di segreti e anche quando la realtà Ufo verrà rivelata, purtroppo molto probabilmente ciò avverrà attraverso la manipolazione della verità e non si saprà mai perché essa è stata mantenuta segreta e cosa è stato fatto alle nostre spalle in tutti questi anni’’.

Dwight Eisenhower dunque, forse a ragione, è giusto celebrarlo maggiormente come militare che come politico, anche perché uomo politico, a ben vedere, non lo è mai stato. E dunque, Gallitelli uomo delle alte sfere militari al pari di Eisenhower, potrebbe essere come lui una figura istituzionale d’area sulla quale puntare sapendo che non entrerà nello specifico del dibattito politico, resterà come Eisenhower sulla soglia di esso. L’establishment di Forza Italia dovrà, come è valso per quello del Partito Repubblicano, autoalimentarsi e sorreggersi da solo restando al fianco di Gallitelli. Sempre nel caso Berlusconi decida di puntare effettivamente sul Generale Gallitelli.

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