“Salvini come Hitler”: la solita becera sinistra

di Chiara Soldani.

Milano sporca di sinistra. Così, nel cuore del capoluogo lombardo, compare uno squallido (e fasullo), cartellone pubblicitario. Un rasoio che assume le fattezze di barba, il volto di Salvini che allude alla faccia di Hitler. Di precedenti della stessa bassezza, ce ne sono stati a Torino. La stessa foto del leader del Carroccio, era apparsa nell’autunno del 2016 dove compariva anche Marine Le Pen, presidentessa del Front National.

Nel marzo 2016, anche Mario Adinolfi era caduto nel mirino di installazioni derisorie: logo Dolce e Gabbana e boccetta di profumo in evidenza. In quel caso Igpdecaux, società che gestisce la bacheca pubblicitaria, aveva precisato su Twitter: “Si tratta di un manifesto affisso abusivamente a seguito della forzatura dell’impianto. Stiamo provvedendo a rimuoverlo”.

Due pesi, due misure. Se la pasta di Casa Pound offerta a famiglie non abbienti é “voto di scambio”, la diffamazione “a tinta rossa” non può che essere esente da feroci critiche. Perché il dato allarmante è il ghigno divertito degli “anti-salviniani”, oltre alla consueta accomodante, interpretazione mediatica.

In attesa della pulizia di Largo Cairoli, si auspica un’efficace risoluzione per vie legali. Quanto alle menti dei “divertiti”, purtroppo, c’é ben poco da fare.

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