La sinistra e il mito del falso progresso

di Marco Di Lecce.

La sinistra si è sempre data una presunta superiorità morale, tuttavia è cambiata nel corso del tempo.

Nel dopoguerra era prevalentemente comunista, saldamente legata all’URSS, poi vi era quella socialista e quella repubblicana e altre piccole derivazioni. Il pci si riteneva il partito del popolo.

Oggi le cose sono molto diverse. La sinistra è il PD, che ha abbandonato i temi sociali e sposato temi etici come lo Ius soli e le famiglie gay.

Come si può intuire, il cambiamento è radicale. Rimane però la presunta superiorità morale, perciò la sinistra usa il termine “progressismo” per etichettare i propri obiettivi. In realtà, si tratta di NICHILISMO MORALE, altro che progresso.

Usano frasi preconfezionate come “l’amore è amore”; belle frasi, ma che nulla hanno a che fare con la giuridicità.

In sintesi, la logica è facilmente rovesciabile: infatti, con una battuta, potremmo dire che se un uomo ama un cavallo, essendoci “amore” tra di loro, hanno diritto ad adottare un bambino.

Io sono fiducioso che la follia surreale dei radical chic non possa prevalere sulla realtà.

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