Quanto conosciamo la nostra nazione?

di Simone Valleri.

“Quale sarà il domani per l’Italia secondo lei Montanelli?”
“Per l’Italia nessuno, perché è un paese che ignora il proprio ieri, di cui non sa assolutamente nulla e non si cura di sapere nulla. Non può avere un domani”

Impeccabile come sempre, Indro Montanelli in una delle sue numerose interviste, nel 1999 diede questa risposta alla domanda fattagli sul futuro dell’Italia.

Sentendola potrebbe apparire solo l’opinione di un nostalgico tradizionalista con quasi un secolo di vita, però a differenza di anni, riflettendo e guardando la società che ci circonda, sappiamo che non c’è verità più grande.

Riferita in particolar modo alla società odierna, dove salvo particolari passioni, in pochi conoscono la storia dell’Italia. Questo è un problema di fondo soprattutto nelle scuole, dove si dovrebbe dare più considerazione al periodo del Settecento e Ottocento, dove si è “fatta” la nostra nazione per come la conosciamo oggi, con l’Unità d’Italia e tutti i personaggi che vi hanno contribuito tra cui Garibaldi, Mazzini e Cavour.

Viene data più importanza allo studio di tutta la preistoria, (uomo di Neanderthal, homo habilis ecc..) piuttosto che a un periodo fondamentale per la nostra nazione, che le ha permesso di formarsi e di sviluppare al suo interno varie ideologie come la nascita di destra e sinistra storica.

Questo è un quesito su cui hanno insistito molti giornalisti e storici di metà e fine novecento che chiedevano una maggiore “modernizzazione storica” dei programmi scolastici in questo senso, perché la conoscenza e l’apprendimento inizia proprio dalla scuola e non si può solo accennare un periodo così importante ma è bene conoscerlo a fondo in tutta la sua complessità e grandezza.

Addirittura ad inizio ‘900 tutto ciò era già rilevato all’interno della società, tanto che Ugo Ojetti disse che “l’Italia è un paese di contemporanei, senza antenati né posteri, perché senza memoria”.

A differenza di quasi un secolo ci portiamo ancora avanti questo problema, e se la nostra società non funziona neanche dal punto di vista scolastico è anche a causa di queste piccole “grandi cose”: all’interno dei programmi sono presenti troppi argomenti e periodi che potrebbero non essere approfonditi così a lungo, ma solo accennati, mentre dovrebbe essere fondamentale conoscere dettagliatamente gli anni che hanno permesso di dare un’identità alla nostra nazione.

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