Scontro Salvini-Renzi su fake news: chi ha ragione?

di Manuel Di Pasquale.

Scontro sui social tra i due Matteo: da un lato Salvini provoca, dall’altro Renzi risponde. Chi ha ragione?

In uno dei suoi tanti stati di Facebook, il leader del Carroccio non ha perso tempo per scagliare una pietra contro il suo rivale:

Subito pronta la replica del segretario dem:

 

Allora, analizziamo: Renzi vuole censurare Facebook? Proprio ieri ho parlato del ddl Gambano, sottolineando un’eventuale pericolosità del potenziale articolo 265-ter del Codice Penale: cosa si intende per “campagne d’odio contro individui o di campagne volte a minare il processo democratico, anche a fini politici”? Può essere motivo di censura? Ricordiamoci che è più di un anno che ci stanno rompendo le scatole con la storia del “Russiagate”: hacker russi, russi che hanno fatto vincere Trump e altre stronzate. Dove sono le prove? Non ci sono. Eppure, perché si parla di “democrazia manipolata”? Perché per i principali media dem è incredibile come la Clinton non sia riuscita a vincere, quindi l’hanno buttata sull’agente esterno, anzi, su quello che non esiste. Un po’ come la spicciola retorica antifascista che dilaga dal ’68 ad oggi.

Adesso, vediamo la risposta di Renzi: è stato già appurato che quel fantomatico legame tra M5S e Lega è frutto di una mera casualità. Ricordiamoci, tra l’altro, che parliamo di annunci Adsense, su cui una piddina, Alessia Morani, fece una figura tutt’altro che brillante, visto che non sapeva che gli annunci sono collegati alla cache degli internauti, quindi collegati a quello che si è cercato 5 minuti prima.

Renzi però, ha avuto un botta e risposta anche con i grillini, prendendoli in giro dicendo che questi urlerebbero sempre al complotto. Anche se, comunque, questa fatidica “inchiesta” contro M5S e Lega, rilanciata addirittura dal New York Times e Buzzfeed, sarebbe partita da uno dei dipendenti di Marco Carrai, il braccio destro del segretario dem. Credibilità che, a mio dire, non ci sarebbe: NYT e Buzzfeed sono due testate che ogni giorno devono inventarsi qualche inchiesta contro Trump per sopravvivere, architettando quindi campagne diffamatorie fondate sul nulla, se non sul falso.

È lo stesso Trump che dice di diffidare nei confronti fake news, ma lui, almeno, ha ragione: si è visto come sia caduta una pseudo-inchiesta della CNN contro l’attuale Potus, con tre giornalisti che si sono giustamente dimessi.

Memento: “se perdo al referendum mi ritiro dalla politica”. Chi l’ha detta? Matteo Renzi. Come mai è ancora lì? Non è forse questa la più grande fake news della storia politica recente?

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