COMO: I “BUONI SILENTI” E QUEI “CATTIVI RAGAZZI” CHE VOGLIONO DIFENDERE LA PATRIA.

Di Chiara Soldani

Città: Como. Scenario: riunione pro migranti. Interpreti: magnanimi buonisti vs pericolosissimi militanti d’estrema destra. Bollettino: nessun ferito.

Non é l’incipit di una recensione. Neppure la massima sintesi di un moderno racconto. Semplicemente, l’avvio di un articolo che si propone di fare chiarezza.

Stando al tono generale di stampa e media, la sera scorsa i “pacifisti futuri premi Nobel per la pace” comaschi, sarebbero stati “assaliti dalla furia nera di ferocissimi” naziskin del Veneto Fronte Skinhead. Aggrediti ? Assaliti ? Vessati ? Nient’affatto ! I quindici militanti, peraltro comparsi in un video tuttaltro che cruento, hanno letto un più che legittimo volantino patriottico contro l’illegittima invasione d’immigrati in città. Definito “delirante proclama”, il tanto incriminato scritto, discorreva di sostituzione del popolo europeo con dei “non popoli”, “soloni dell’immigrazionismo a ogni costo”, accoglienza benevola per lo straniero e disinteresse verso l’italiano bisognoso. “Per tutti voi figli di una patria che non amate più…”, scandisce il capo del gruppo, in un silenzio di non necessaria superiorità. Perché, al silenzio appunto, ci si appella quando si è incapaci a replicare. Quando scarseggiano gli argomenti e sovrabbondano le code di paglia.

Guai confondere la difesa della Patria con l’istigazione all’odio razziale. Perché, se di delirio si deve parlare, questo dimora nella faziosità di certa stampa. Nella stantia strumentalizzazione di anacronistici stereotipi. Per chi vuole un Paese migliore, nessun delirio. Ma solo il merito di sognare un’Italia migliore.

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