UE e rinnovo per l’utilizzo del glifosato: favore alla Bayer?

di Michelangelo Messina.

C’è una frase che disse Gary Lineker alla fine della Semifinale del mondiale italiano perso contro la Germania Ovest ai calci di rigore: «Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, poi si va ai rigori e alla fine la Germania vince.»

La Germania ha vinto anche stavolta, ma non una partita di calcio: ha vinto un accordo milionario a scapito della salute dei cittadini. Infatti, è notizia di qualche giorno fa che grazie al voto della Germania la Commissione UE ha rinnovato per altri 5 anni la licenza per l’utilizzo del glifosato in agricoltura.

Per chi fosse ignorante nel campo agricolo: il glifosato è un principio attivo di provenienza americana (anche se è stato scoperto negli anni ‘50 in Svizzera però, come per magia, negli anni ‘90 la Monsanto ha depositato il brevetto senza che la Svizzera potesse rivendicarne la paternità) utilizzato per il diserbo totale delle infestanti.

Qualche anno fa gli scienziati del OMS hanno etichettato la sostanza come “cancerogena per la salute umana”. D’altro canto, gli scienziati dell’Agenzia Europea sulle sostanze chimiche hanno ritenuto il principio attivo “non cancerogeno”

Naturalmente, tra i casi OGM glifosato la Monsanto, unica azienda produttrice del principio attivo in quanto di sua registrazione, è entrata in una fase nerissima, sia economica che di immagine e credibilità.

Quindi, con la Monsanto sull’orlo del fallimento il Comitato d’appello dell’UE ha votato sul rinnovo della licenza.

Il Comitato d’appello, con 18 Stati membri favorevoli su 28 totali, aggiunge al provvedimento una solida base in termini di legittimazione e consenso politici. Nove i contrari: oltre a Italia e Francia, anche Belgio, Grecia, Ungheria, Cipro, Malta, Lussemburgo e Lettonia. Un solo astenuto, il Portogallo, rimasto il solo a non prendere posizione sul voto dopo che altri quattro Paesi hanno seguito i tedeschi nel via libera alla proroga.

“Bene ha fatto l’Italia a dire no – dice il deputato Nicodemo Oliverio – E no continueremo a dirlo ripromettendoci ci fare pressione presso la UE per tornare indietro su questa decisione e far capire che la salute del nostro pianeta e delle persone va salvaguardata al di sopra di ogni altro tipo di considerazione”. Il voto di oggi “è un crimine contro l’Europa” per l’eurodeputata del M5s Eleonora Evi. “In generale – dice – questa decisione è figlia di un comportamento scellerato del Parlamento europeo, che ha annacquato le posizioni in un devastante gioco al ribasso durato fin troppo a lungo”.

A spostare gli equilibri è stata infatti la Germania: “In precedenza si era astenuta. È il Paese con maggior peso specifico sia a livello politico, sia per numero di voti”, spiega a caldo al Fatto Quotidiano Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura di Greenpeace Italia. E così Berlino si è portata dietro Polonia, Romania e Bulgaria, altri Stati che in precedenza si erano astenuti e oggi hanno votato in favore dell’allungamento della proroga per 5 anni.

Perché la Germania ha cambiato rotta? Il pensiero non può non andare alle vicende interne del Paese: da una parte la mancanza di un accordo tra le forze politiche per la formazione del nuovo governo; dall’altra una delle maggiori industrie nazionali, la Bayer, è impegnata nel percorso di acquisizione di Monsanto, principale produttore del glifosato. “E’ probabile che anche questi aspetti abbiano interferito con il voto”, aggiunge la Ferrario.

Insomma, più il tempo passa più l’Unione Europea, già fortemente criticata per le scelte fatte sull’economia agraria del vecchio continente, più assomiglia al giocattolo personale della Germania.

Si chiama UE ma, sostanzialmente, sembra il IV Reich.

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