Barry Goldwater: mancato Presidente ma statista vincente

di Pietro Bassi.

Forse pochi conoscono la figura di Barry Goldwater e si staranno chiedendo perché dargli tutta questa importanza. Ora lo vedremo.

Barry Morris Goldwater nacque a Phoenix, città principale del Territorio dell’Arizona, nel 1909. Lo Stato d’Arizona infatti nascerà nel febbraio del 1912. La famiglia Goldwater era di origi ebraiche e proveniva dalla media borghesia. Egli frequentò l’accademia militare e in seguito l’Università dell’Arizona fino a quando nel 1930, a causa della morte del padre, dovette occuparsi degli affari e della famiglia. Nel 1934 si sposò con Margaret Johnson, da cui ebbe quattro figli. Nel 1941 si arruolò volontario e partì per il fronte europeo come pilota nelle forze aeree dell’esercito statunitense raggiungendo nel 1947 il grado di tenente colonnello. Dopo la guerra fu uno dei maggiori sostenitori per la creazione della ‘’United States Air Force Academy’’, che oggi è intitolata a suo nome. Passato nella Guardia nazionale, combatté anche nella guerra di Corea, e arrivò al grado di maggior generale della ‘’Air Force Reserve’’.

Il Partito Repubblicano, nonostante la parentesi di Eisenhower, dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale alla metà degli anni 60 visse una sostanziale crisi sia identitaria che sistemica. Nel 1948 Richard Weaver, liberale totalitario pubblicò: ‘’Ideas have consequences’’ e la sua tesi di fondo, come si evince dal titolo era che le idee avessero delle ripercussioni, delle conseguenze. Nel 1953 Russel Kirk pubblicò ‘’The Conservative Mind’’. Queste due opere e i loro stessi autori si vanno a inserire nel clima politicamente e culturalmente turbolento dell’America post seconda guerra mondiale.

I conservatori, sia quelli eletti al congresso sia le menti intellettuali al di fuori, si opposero al National Security Act ovvero quella riforma del Presidente Truman volta a riorganizzare il compartimento della Difesa. Tale disposizione di legge datata 14 luglio 1947 prevedeva l’unione del Dipartimento di guerra e della marina all’interno del ‘’National Military Establishment’’ che dal 1949 sarà, appunto, il dipartimento della Difesa. Il National Security Act ha inoltre istituito la CIA e il ‘’National Security Council’’ ovvero quell’organo di coordinamento informativo e militare tra l’esercito, la marina e l’aviazione indispensabile per la sicurezza nazionale. Secondo i conservatori mediante il National Security Act il cittadino era succube della grandezza onnisciente e omnicomprensiva del governo federale concepita come ‘’Prison State’’. Secondo il pensiero conservatore degli anni Cinquanta era diritto inviolabile avere la libertà familiare di allevare i propri figli nella maniera in cui si preferiva.

In questo senso Friedrich Von Hayek e Ludwig Von Mises già nel 1944 parlarono di ‘’Timore dell’ideologia’’. Peraltro l’opinione conservatrice credeva fermamente che in politica estera bisognasse agire mediante azioni unilaterali rispondenti agli interessi americani e non puntare viceversa al ritiro; gli anni Cinquanta sono anche noti come il periodo del maccartismo, termine coniato dal senatore Joseph McCarthy Presidente della commissione sulle attività antiamericane il quale fece una vera e propria crociata onde evitare infiltrazioni comuniste sul suolo americano.

Se da un lato il Partito Repubblicano era oggetto delle spinte libertarie dall’altro si premeva sempre più per prese di posizioni fortemente anti-comuniste ad opera dei suprematisti bianchi della nascente John Birch Society e potremmo dire come si è soliti: fra i due litiganti il terzo, gode.

La figura di Goldwater, che deve fare i conti con questa situazione, è strettamente collegata a quella di William Frank Buckley Junior. Egli pubblicò il suo primo libro nel 1951, ‘’God and Man at Yale’’, in cui espone ad una critica serrata il sistema formativo americano. In esso affermava: «I liberal dicono di voler dare spazio anche ad altre opinioni, ma poi sono scioccati e offesi quando scoprono che esistono anche altre opinioni». Nel 1954, insieme a Brent Bozell, scrive ‘’McCarthy and His Enemies’’, in cui difende con forza il senatore repubblicano e la sua battaglia anticomunista. Buckley, libertario tradizionalista e fermamente anticomunista decise di creare una sorta di manifesto mensile che esiste ancora oggi cioè la ‘’National Review’’ e dette vita, assieme a Frank Meyer a quello che è noto come ‘’fusionismo buckleiano’’.

La loro idea è semplice: conservatori, liberal, libertari, anticomunisti e cristiani tradizionalisti possono convivere tra loro. Il dialogo non è soltanto desiderabile, ma necessario.

Con il passare degli anni la National Review diventò la palestra del conservatorismo statunitense. In essa le sue tre “correnti” (il tradizionalismo, il libertarismo e l’anticomunismo) si fusero in un movimento culturale autenticamente nazionale. Tra i primi a dare il loro contributo alla rivista vi sono personaggi come Russell Kirk e Richard Weaver. Buckley fu un attivissimo ed entusiasta membro degli ‘’Young Americans for Freedom’’ ovvero di quegli adolescenti studenti universitari, che sostennero convintamente ed entusiasticamente, prima la nomination repubblicana e poi la campagna per le elezioni presidenziali, di Barry Goldwater.  Nacquero stazioni radiofoniche, reti televisive, think tank, giornali, università private e forum volti a quello che potremmo definire come ‘’ripensamento conservatore’’. Si trattava quindi di passare da movimento intellettuale a un movimento politico, di portare alla ribalta politica quelli che erano istanze culturali e valoriali.

Barry Goldwater concretizzò questo modello conservatore ma andò contro la destra religiosa. Nel 1960 venne pubblicato, in un momento in cui il conservatorismo era ritenuto irrilevante, il suo libro: ‘’The Conscience of a Conservative’’. Tuttavia il libro di Goldwater trovò presa nell’opinione pubblica, praticamente appena disponibile nelle librerie americane ne vennero venduti più di 500.000 copie e in poche settimane divennero milioni. Questo libro di Goldwater rappresenta la messa in pratica mediante un programma di una piattaforma politica del nuovo modello conservatore che ormai si era nella sua sostanza delineato.

Elemento interessante è quello che questo libro di Goldwater venne venduto anche all’interno dei college universitari assieme alla lettura che andava per la maggiore in quell’epoca cioè ‘’Il giovane Holden’’ di Jerome David Salinger. Dunque la domanda che sorge spontanea è che cosa abbia spinto i giovani studenti dei college ma anche così tanti americani a comprare il libro di Goldwater? Trovare una risposta a questa domanda non è così facile. Quello che possiamo dire è che questi giovani attivandosi riuscirono a dare la nomination repubblicana a Goldwater per la campagna presidenziale contro Lyndon Johnson.

Sotto l’ala di Goldwater emerse sempre più un baldo e rampante attore che si stava sempre più spendendo in politica: Ronald Reagan. Goldwater riuscì ad attivare la silente identità conservatrice facendo in modo che molti neofiti della politica s’impegnassero attivamente. Egli era un granitico anticomunista ma essendo dell’Ovest, della frontiera, era particolarmente sensibile alle tematiche libertarie. Secondo Goldwater infatti era necessario ridurre le tasse, la spesa e anche l’assistenzialismo pubblico tenendo in politica estera posizioni fortemente antisovietiche. Goldwater riuscire anche ad attivare a suo favore alcuni ex sostenitori del programma di New Deal di Franklin Delano Roosevelt. I ragazzi e le ragazze che così entusiasticamente accolsero il nuovo modello conservatore che Goldwater incarnava e promuoveva erano nati negli anni Venti e Trenta e aderirono agli Young Americans for Freedom spinti dalla ricerca di affermazione e libertà dell’individuo, per contro il Vietnam era ritenuto necessario per patriottismo ed evitare un’avanzata dell’Unione Sovietica.

Come sappiamo Goldwater perse le elezioni del 1964 contro Johnson e anche abbastanza malamente.

Nonostante la sconfitta, fu rieletto Senatore dell’Arizona (carica che aveva lasciato per dedicarsi alle elezioni presidenziali) nel 1968, nel 1974 e nel 1980. Pur rimanendo fortemente anticomunista, negli ultimi anni da senatore condusse una battaglia personale contro la crescente influenza che aveva la Destra religiosa in seno al Partito Repubblicano. Il conservatorismo libertario di Goldwater prevedeva infatti posizioni liberali su questioni etiche, come aborto e diritti ai gay, distinguendosi in questo modo dalla componente di partito spiritualmente più strutturata. Dal 1981 al 1985 fu presidente del ‘’Select Committee on Intelligence’’, e dal 1985 al 1987 presidente della commissione difesa del Senato statunitense.

Anche dopo la scadenza del suo mandato nel 1987 continuò ad occuparsi di politica, preoccupando ulteriormente l’establishment repubblicano per le sue posizioni sempre più liberali, dal sostegno ai diritti gay alla legalizzazione della marijuana a fini terapeutici.

Nondimeno il nuovo modello conservatore del quale Goldwater si fece promotore va osservato in un modo attento perché esso è quanto mai, a mio avviso, attuale.

Nella sua opera citata del 1960 ‘’The Coscience of a Conservative’’, Goldwater scrisse: «Ho scarso interesse nel razionalizzare il governo o nel renderlo più efficiente, poiché intendo ridurne le dimensioni. Non mi impegno a promuovere il benessere, perché propongo di estendere la libertà. Non cercherò di scoprire se la legislazione è “necessaria” prima che io abbia prima stabilito se è costituzionalmente ammissibile. E se in seguito dovessi essere attaccato per aver trascurato gli “interessi” dei miei elettori, risponderò che sono stato informato che il loro interesse principale è la libertà e che in quella causa sto facendo il meglio che posso».

Goldwater nel luglio del 1964 alla Republican National Convention di San Francisco, nell’Acceptance Speech accettando quindi la nomination repubblicana, disse: «Vorrei ricordare che l’estremismo nella difesa della libertà non è un vizio! E lascia che vi ricordi anche che la moderazione nella ricerca della giustizia non è una virtù! Coloro che cercano il potere assoluto, anche se lo cercano per fare ciò che ritengono buono, stanno semplicemente chiedendo il diritto di imporre la propria versione del paradiso sulla terra. E lascia che ve lo ricordi, sono loro quelli che creano sempre le tirannie più infernali. Il potere assoluto è corrotto e chi lo cerca deve essere sospetto e deve essere contrario. Il loro corso errato deriva da false nozioni di uguaglianza, signore e signori. L’uguaglianza, giustamente compresa, come i nostri padri fondatori lo hanno capito, porta alla libertà e all’emancipazione delle differenze creative. Compreso male, come è stato così tragicamente nel nostro tempo, conduce prima al conformismo e poi al dispotismo».

Dunque perché Goldwater è una figura vincente? Perché ha ripensato il conservatorismo americano, provando a superare l’impasse nella quale si era andato a impantanare dando a giovani ragazzi e ragazze la voglia di America, l’amore del proprio paese, il desiderio di riscatto, la fame d’impegnarsi politicamente, la fermezza nel difendere le proprie libertà individuali, la voglia di politica e l’amore della libertà. Questo, forse, è ancor più importante di una vittoria elettorale perché è una vittoria ‘’generazionale’’ e da ‘’statista’’ come la definirebbe Alcide De Gasperi. Barry Goldwater ha pensato maggiormente alle generazioni successive piuttosto che alle elezioni, più al piano politico-culturale-valoriale che a quello strettamente elettorale.

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