Fürstentum Liechtenstein: un Principato “nazifascista”?

di Pietro Bassi.

Questa vicenda dello ‘’scandalo nazifascista’’ dell’esposizione nella Caserma dei Carabinieri di Firenze della bandiera della Marina Imperiale Tedesca, Kaiserliche Marine, mi ha riportato alla mente una prassi di una piccola Monarchia Costituzionale che con i preconcetti italiani di oggi da noi non sarebbe ammessa o susciterebbe polemiche infinite.

Il Principato del Liechtenstein, Fürstentum Liechtenstein, non è noto soltanto per avere banche famose, bei paesaggi e piccoli musei interessanti. Esso è noto anche per essere una Monarchia “nazifascista”, (chiaramente sto esagerando). Non possiamo non ricordare infatti che il Principe Francesco Giuseppe II del Liechtenstein si distinse come un sovrano molto popolare nel Liechtenstein dal momento che, a fronte del diffondersi del Reich tedesco anche nelle aree della Moravia e della Boemia, decise di trasferire definitivamente la residenza dei principi entro i confini del principato, ovvero al Castello di Vaduz. Il Liechtenstein rimase neutrale durante la seconda guerra mondiale, e questa condizione non venne mai violata da nessuna delle potenze in gioco. Nondimeno il Liechtenstein fu sostanzialmente legato agli stati dell’Asse; basti pensare che Francesco Giuseppe II si servì direttamente dei lavoranti al campo di concentramento di Strasshof che venne quindi sostenuto dalla casa reale del Liechtenstein, riappropriandosi poi anche di numerosi beni in Cecoslovacchia che, pur essendo in precedenza appartenuti alla sua famiglia, dopo l’occupazione erano stati venduti a ricchi mercanti ebrei locali e che ora si trovavano posti sotto sequestro dalle autorità naziste. Questi fatti sono stati resi noti nel 2005. 

Vicenda interessante è quella legata all’inno nazionale del Principato: ‘’Oben am Jungen Rehin’’, ‘’In alto al Piccolo Reno’’. Il testo venne scritto nel 1850 dal poeta liechtensteiniano Jakob Josef Jauch. La melodia è la stessa dell’inno britannico ‘’God Save the Queen’’ in quanto l’ascesa al trono dei principi elettori tedeschi di Hannover fece sì che l’inno britannico del 1745 divenisse l’inno di tutta la Confederazione Germanica, e quindi anche del Liechtenstein. Dopo la creazione dell’Impero tedesco nel 1870, il Liechtenstein si staccò dalla vecchia confederazione, ma mantenne l’inno. Nel 1920 venne riconfermato come inno nazionale. Fino al 1963 la prima strofa recitava “Oben am deutschen Rhein”, ovvero “In alto lungo il Reno tedesco”, in quell’anno i riferimenti alla Germania nel testo furono eliminati. La versione italiana del testo è la seguente: 

In alto lungo il giovane Reno

si stende il Liechtenstein

sulle alture alpine.

 

Questa amata terra di casa,

la cara patria,

è stata eletta per noi

dalla saggia mano di Dio.

 

Viva il Liechtenstein

fiorente lungo il giovane Reno,

felice e fedele.

 

Viva il Principe del Paese,

viva la nostra patria,

libera e unita

da legarmi di amore fraterno

È costume che alle parole “Hoch leb’ der Fürst vom Land”, “Viva il principe del Paese” e ”Hoch unserm Vaterland”, Viva la nostra Patria” levare in alto il braccio destro. Siccome questo gesto ricorda sostanzialmente il saluto nazista, qualcuno al giorno d’oggi evita di farlo. È sufficientemente emblematico vedere le immagini della esecuzione dell’inno durante la Liechtenstein Staatsfeiertag, festa nazionale il giorno di ferragosto, in cui i liechtensteiniani celebrano l’Assunzione di Maria e il compleanno del Principe Francesco Giuseppe II. (https://www.youtube.com/watch?v=rtTQur6-eAU).

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