Milano è solo radical (lo chic se lo sono portati a casa)

di Paolo Maioli.

Ho appena passato Piazza Cesare Beccaria, a Milano. La piazza del primo – o comunque uno tra i primi – Radical Chic della storia. Ho poi tutto fuori il telefono e scorrendo la home ho letto di una condanna per eccesso di legittima difesa. Giuro. Non lo scrivo per fare scena. Subito, dunque, mi è venuto da riflettere e pensare, suvvia, cari radical, sono certo che anche a voi – dalla comodità dei vostri salotti pieni di ideologia e vuoti di contenuti, dall’alto del vostro ufficio da cui scaraventate coglioni e vita della povera gente emanando normative e regolette che bloccano il commercio ma fanno lievitare il vostro conto e la vostra (ossessionata) credibilità negli ambiente malsani che frequentante – in fondo, girano i coglioni. Perché diciamocelo, in amicizia, se un ladro entra nel vostro attico in piazza Duomo (cosa difficile ma pur sempre possibile) a svaligiare le vostre stanze e legando vostra moglie al letto, l’istinto di sparargli un colpo in testa viene. O almeno così dovrebbe accadere se siete umani per davvero, in caso contrario, beh, siete macchine ideologiche senza cuore (nemmeno per i vostri cari).

Vi giro più un suggerimento, del quale, sicuramente, non farete tesoro. Se volete essere l’élite dovete imparare a farvi amare da tutti. E per farlo serve scendere la scalinata del palazzo e capire di cos’ha bisogno la gente. Facendosi magari un giro in periferia o anche solo in Duomo ma senza scorta. Smettendo di leggere Focault e aprendo un giornale di cronaca locale per capire come mai a Quarto Oggiaro ed alla Barona si vive male, ed esaminandosi la coscienza (sociale e non), posto che ve ne sia una. E dovete capire che voi, Milano, l’avete resa uno schifo. Perché una città che  può e deve essere la capitale del business italiano somiglia tanto alla Hill Valley di Biff (se non sapete di cosa parlo avete vissuto inutilmente e letto troppe volte Jeremy Bentham, ammesso che lo abbiate capito). A Milano c’è gente che dorme per terra, stranieri che scavalcano i tornelli della metro, drogati e zingari che girano con il cane a cercare la carità, muri graffitati e pieni di insulti  (ovviamente contro qualsiasi cosa o persona si aggiri da FI in poi). Milano, dunque, è degradata, miserabile e politicamente scorretta. Lo dico, non sia mai che a sentire queste due paroline finali vi salga la voglia di fare qualcosa per farla risplendere. In caso contrario, beh, presto o tardi lo farà il popolo: quello che odiate e che, di conseguenza, odia voi.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *