Il profondo rosso silenzio sulle foibe

di Simone Valleri.

Il 10 febbraio si avvicina e, facendo mente locale, non si ricorda proprio alcun evento in programma, o forse, non ci hanno mai parlato o spiegato la ricorrenza di questa data.

Non ci hanno mai detto che in quel giorno ricorra l’anniversario del massacro delle foibe, in ricordo di circa 11.000 nostri connazionali che vennero assassinati alla fine del secondo conflitto mondiale e nell’immediato dopoguerra, in seguito all’arrivo degli alleati a Trieste e la successiva formazione del comitato di liberazione in Friuli Venezia Giulia che portò all’annessione dell’Istria, allora Italiana, alla Croazia.

La Croazia all’epoca faceva parte della Jugoslavia, governata dal regime comunista di Tito.

Il 29 settembre 1943 venne istituito il Comitato esecutivo provvisorio di liberazione dell’Istria. Vennero improvvisati tribunali, che rispondevano ai partigiani italiani e a loro volta emisero centinaia di condanne a morte. Le vittime furono non solo rappresentanti del regime fascista e dello Stato Italiano e oppositori politici, ma anche semplici cittadini e potenziali nemici del futuro Stato comunista jugoslavo che s’intendeva creare.

Venne estesa una lista con tutti i nomi delle persone da assassinare, comprensiva di donne, bambini, anziani, con una sola colpa: essere Italiani.

Essi venivano accusati di far parte del regime fascista, ma la maggior parte non ne aveva mai avuto alcun contatto.

Vennero arrestati e condotti nelle miniere di bauxite, campi di prigionia e soprattutto nelle foibe, che non erano altro che dei grandi inghiottitoi, di solito fosse profondissime dove venivano gettati i corpi senza vita delle vittime oppure fatte mettere ancora vive sull’orlo di quest’ultime e fucilate.

Ovviamente i partigiani (italiani) complici e promotori di questo genocidio riuscirono a far passare tutto ciò come uno dei loro “atti eroici” di cui non provano alcun rimorso.

Questa volta, come sta capitando di recente, questa data per noi non passerà inosservata. Già da decenni il movimento giovanile di “Azione studentesca” chiede che si parli più spesso di questa tragedia e che venga ricordata e trattata con maggiore attenzione, soprattutto nei testi scolastici, dove ne viene dedicata una parte ristretta e quasi nulla.

A dicembre nelle scuole primarie, anziché fare le solite recite ripugnanti sulle note di “bella ciao”, sarebbe opportuno trasmettere un bel documentario sulle foibe e su chi ha tramato questa pulizia etnica nei confronti dei loro connazionali, giusto per conoscere tutta la parte della storia, non solo quella che fa più comoda.

 

(Immagine copertina: Vignetta di Alfio Krancic)

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *