All’armi hacker russi

di Manuel Di Pasquale.

Dopo lo pseudo-pericolo rappresentato dall’ondata nera che dovrebbe mettere in allerta la nostra democrazia – anche se i movimenti di estrema destra rappresentano meno dell’1% delle preferenze nazionali – la nostra stampa, filo-atlantista e amante del PD a stelle e strisce, rilancia col sempreverde operato degli hacker russi.

A quanto pare Joe Biden, ex-vicepresidente degli USA, ha dichiarato che questi fantomatici hacker russi (chi sono? avete prove certe? nomi e cognomi?) avrebbero interferito al referendum di dicembre 2016, quello inerente alla riforma costituzionale italiana. Oltre a ciò, rilancia dicendo che simili azioni sarebbero in atto per favorire l’ascesa del Movimento 5 Stelle e della Lega, partiti vicini a Vladimir Putin.

Sembra una barzelletta, ma l’ex numero 2 della Casa Bianca è veramente convinto di ciò che ha detto. Sempre secondo sue dichiarazioni, aveva già avvertito Renzi durante le ultimi settimane di propaganda per il Sì – quel periodo compreso tra la vittoria di Trump e la consultazione referendaria nostrana – per metterlo in guardia.

Biden, con queste affermazioni, non ha fatto altro che rafforzare il nostro giudizio sulla politica di sinistra, non solo statunitense perché questa prassi sta diventando una consuetudine internazionale: invece che fare autocritica per capire dove si sta sbagliando, si cerca un nemico – spesso immaginario – da combattere per dire che non è colpa propria. In Italia ciò avviene già con la “caccia al fascista”, dove i partiti di maggioranza sono impegnati a rincorrere qualche skinhead invece di creare un vero sistema fondato sul benessere, sul welfare.

Dopo queste dichiarazioni, ben recepite da alcuni, immaginate la nuova accoppiata: Italia in pericolo per colpa di neofascisti e hacker russi.

Siamo all’apoteosi del ridicolo.

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