Elezioni 2018: non solo legislative, anche comuni e regioni al voto – breve panoramica

di Pietro Freda.

Il 2018 è un anno politicamente atteso perché in Italia si tornerà a votare per le elezioni politiche. La data è ancora incerta (la prima utile potrebbe essere il 4 Marzo, ma se la legislatura finirà dopo Natale si potrebbe anche slittare ad aprile), ma intanto c’è da sapere che ci saranno altri importanti appuntamenti elettorali, con 3 regioni e 20 città di capoluogo di provincia che andranno al voto. Non è escluso che si possa andare a votare in unico giorno, ma questa possibilità non è di facile attuazione, considerato che per le comunali si vota di norma a giugno.

La coalizione di centro-destra in ogni caso, dopo la grande vittoria alle amministrative 2017, in cui ha strappato al centrosinistra molte città, tra cui vere e proprie roccaforti “rosse” come Genova e Pistoia, cercherà di fare il bis. Infatti delle venti città capoluogo che rinnoveranno i propri consigli comunali (Ancona, Avellino, Barletta, Brescia, Brindisi, Catania, Imperia, Massa, Messina, Pisa, Ragusa, Siena, Siracusa, Sondrio, Teramo, Trapani, Treviso, Udine, Vicenza, Viterbo) nessuna è amministrata dal centro-destra, mentre Ragusa è l’unica con amministrazione M5S, con tutte le restanti governate dal centro-sinistra

Curiosamente, le uniche città che avevano eletto sindaci di centro-destra, (Brindisi, Teramo e Trapani) sono ora rette da un commissario prefettizio, a causa dello scioglimento dei rispettivi consigli comunali. Un’ottima occasione dunque per la coalizione del centro-destra di ribaltare l’equilibrio politico delle città italiane, ancora in gran parte favorevole alla sinistra.

Per quanto riguarda invece le tre regioni che andranno a votare, queste sono Lombardia, Lazio e Molise. Nella prima, a sfidare il governatore uscente Maroni sarà per la sinistra quasi sicuramente l’attuale sindaco di Bergamo, mentre ancora è da decidere chi sfiderà i governatori uscenti di sinistra del Lazio (Zingaretti) e del Molise (Frattura).

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