Dove non trovo Dio

DI VANESSA COMBATTELLI

 

Dio non c’è nelle sfarzose chiese piene di luce e addobbate da maestose decorazioni.
Dio non c’è nel luccicante cristallo dei lampadari, né nella immensa grandezza della navata.
Non trovo Dio in questi momenti di luce e di opere d’arte, non lo trovo neanche nella bellezza mozzafiato di un quadro religioso, né in un architrave interamente coperto d’oro.

Non c’è Dio mentre contrapponi tanta opulenza ai campi di battaglia, dove bambini, donne e uomini muoiono.
Uccisi nella crudeltà, nell’assenza dell’uomo nell’Uomo, mentre cede l’ultimo frammento di vita dai loro corpi.
Nella miseria di quei villaggi sperduti, villaggi di guerra: depredati, sporcati, corrotti.
Trova Dio negli occhi di un bambino che muore di fame, nelle sue braccia esili, nello sguardo impaurito, nel grido perso contro il mondo.
Trova Dio nel soldato, nel ragazzo giovane che non sa ancora perché si vive, eppure adesso saprà perché si muore.
Trovalo mentre impugna un’arma più grande e pesante di lui, la maneggia con i suoi tremori, uccide un altro uomo, così come si fa con gli animali, le bestie.
Trova Dio nella guerra, nella miseria, nei campi bruciati e nelle scarpe rotte per quanto si è camminato.
Trova Dio in una donna che è sola, vive la morte e la assiste, ma non può dire perché di tanto dolore.

Non trovo Dio in questi momenti di buio e di opere bestiali, non lo trovo neanche nella disperazione senza fiato di un quadretto di gente che muore, né in una baracca interamente coperta di muffa.
Non c’è Dio nell’ostilità, nel guardare una vita così come si guarda un film.
Non c’è Dio nell’omertà, nel far finta di nulla mentre un altro uomo soccombe, nelle grida crudeli e becere di chi crede che la morte sia soltanto fisica.
Non c’è Dio in quelli che frequentano ipocritamente la Chiesa ogni domenica, per poi scansare la testa quando incontrano il primo bisognoso per strada.
Non c’è Dio nei rituali ossessionati e nelle ostie che da una mano passano in bocca, non c’è Dio negli sguardi di chi crede apertamente all’odio, insultando l’amore.
Non c’è Dio nelle retoriche gentili, nelle strette di mano leggere, nelle promesse non mantenute, nell’uno contro l’altro.
Forse, in fin dei conti, Dio non c’è mai.
Ma Dio solo in un posto riesco a trovarlo, oltre la sfarzosità di un quadro ben fatto.
Lo trovo nella luce, nella chiesa umile e semplice del mio paese, lo trovo quando è completamente vuota, priva di ogni ipocrisia umana.
Lo trovo nell’uomo che si inginocchia e prega, piange e prega, perdona.
Lo trovo nel perdono, nella forza di chiedere scusa, nelle azioni oltre ogni interesse.
C’è Dio forse in un abbraccio sincero, in un addio non voluto ma costretto, nella disperazione più cupa ed umana, che però trova la luce in quel poco di cielo senza nubi grigie.
Forse un Dio deve esserci se sono gli uomini a rendere la sua esistenza reale, in un cuore puro e non corrotto, in un pianto sincero, nelle lacrime umane.
Trovo Dio nelle buone azioni prive di qualsiasi tornaconto personale, nella convinzione quotidiana che comunque vada, essere migliori di ciò che si è vale sempre la pena.
Dio, infine, è in ogni scelta, ogni azione che compi.
Perché se tu lo credi, basta un’unica e sola buona azione per creare un circolo virtuoso di buone azioni.
E qualcosa per cui combattere forse si trova.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *