10 buoni motivi per cui apprezzare gli States

di Pietro Bassi.

Sento un anti-americanismo dilagante che, oggettivamente, desta in me forte perplessità. Personalmente mi ritengo un fiero italiano nazional-conservatore reazionario, potremmo dire alla Nixon; eppure non mi spiego questo dilagante ‘’disprezzo’’ verso gli Stati Uniti. Ora enuncerò quindi un decalogo per cui rispetto, ma vorrei dire invidio profondamente l’America.

1) La società americana è ‘’free’’, ‘’open-mind’’ libera, senza barriere e preconcetti mentali che fa quello che più ritiene giusto e l’aggrada: ciò che vuole. ‘’Vincerà la Clinton sicuro’’ si diceva. E invece no, gli americani hanno votato, in barba a tutti, colui che volevano come loro Presidente: ‘’l’impresentabile’’ Trump;

2) La politica americana è in grado sistematicamente di aggiornarsi, riflettere, dibattere, ritrovarsi e ripensarsi. Non è statica, muta sempre. Le grandi leadership dei Presidenti, al termine dei loro mandati, si superano. Non è che tutto si arena, non è che tutto finisce al termine dell’esperienza governativa del grande leader;

3) La maxi potenza mondiale che ha tamponato e affrontato l’URSS sono stati gli USA. L’Italia e la Germania (ovviamente escludo la DDR, seppure la nascita della DDR sia altra cosa) non sono andate a collocarsi nel Patto di Varsavia grazie alla ‘’Supervisione’’ americana e all’inserimento nella NATO;

4) Già nel 1787, con la nascita della Costituzione americana e con la decisione di sposare le tesi federaliste e le tesi proprie del ‘’pluralismo pedagogico e socio-politico’’ di John Dewey, gli Stati Uniti sono stati in grado di trovarsi, di farsi ‘’Stato’’. Un americano del Nord Dakota o del Delaware si sente americano quanto uno del Nuovo Messico o dell’Oregon;

5) Il Patriottismo americano è un elemento forte, è avvertito nel profondo da ogni americano anche da chi è minoranza sociale: quali i neri, i latini, i nativi e gli ispanici. Emblema ne sono: la celebre mano sul petto che ogni americano mette al risuonare dell’Inno, The Star-Spanglend Banner, con lo sguardo verso la Bandiera; e la famosa ‘’Pledge of Allegiance’’ ossia il Giuramento di fedeltà alla Bandiera nota anche come Preghiera alla Bandiera che spessissimo nelle parate o ricorrenze o orazioni pubbliche si è soliti recitare guardando la Bandiera su apertura di un Militare;

6) L’America è, per tanti motivi, il paese dove tutto è possibile. Dove un venditore di macchine per frappè può diventare padrone di quella che sarà un’azienda sparsa in tutto il mondo (Ray Kroc). Dove famiglie, spesso non così ricche, provenienti dall’Europa possono costruire un impero economico (i Trump, i Rockefeller e la lista potrebbe andare a perdersi);

7) Negli Stati Uniti vige la vera meritocrazia. Non importa quanti anni tu abbia, ad esempio, se hai appena concluso il tuo Phd se cioè sei neo dottore di ricerca e hai meno di trent’anni puoi, comunque, già essere Docente universitario;

8) Non contano le tue origini in America, se anche sei di umilissime origini quali quelle della famiglia Nixon, puoi comunque, diventare Presidente degli Stati Uniti;

9) Quello che è noto come ‘’rituale religioso americano’’ è un qualche cosa di sacro. Il Patriottismo è un qualcosa di sacro. La Nazione è sacra. Il Presidente è anche lui elemento sacro. E il rispetto e l’amore verso i ‘’Veterani’’ delle guerre sono emblema dell’essenza americana;

10) Negli Stati Uniti, al termine di un discorso pubblico di qualsiasi genere politico e non che sia, si è soliti dire: ‘’I’m proud to be an american’’ e ‘’God bless America’’ ovvero: ‘’Sono orgoglioso di essere americano’’ e ‘’Dio salvi l’America’’.

Qui da noi? Niente di tutto ciò, salvo per chi è, come noi, nazionalista o patriottico.

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