Autodistruzione di un Occidente al collasso – oltraggio al Presepe

di Alessio Valente.

Ha fatto discutere, per usare un eufemismo, la foto che da un paio di giorni circola sul web e che ritrae tre ragazzi intenti a dissacrare il presepe allestito in una piazza di Bolzano.

I giovani, “futuro” del nostro paese, si sono volontariamente fatti immortalare in pose oltraggiose non solo per il simbolo del natale cattolico, ma anche per l’essere umano nella sua totalità: la ragazza, infatti, calpesta con un piede la statua di Gesù bambino, e qui è forse la figura del “bambino” a pesare ancor di più del vilipendio di quella del Cristo. Gli altri due, invece, sono intenti a simulare  un rapporto anale con una capretta ed uno orale con un re Magio.

Inutile stare a sottolineare quanto il gesto rappresenti una grandissima mancanza di rispetto verso la cristianità e, quindi, verso gran parte della popolazione italiana e occidentale; ma sottrarsi ad una riflessione pare decisamente impossibile se non una grave leggerezza e forse la notizia è passata anche troppo in secondo piano a livello mediatico.

Il gesto dei tre, infatti, è anche enormemente lesivo e corrosivo della dignità di tutto l’uomo occidentale, ormai già da tempo affetto dalla perdita di valori fondamentali come la percezione del sacro, l’amore, patrio e proprio, e soprattutto la gelosa custodia di una civiltà millenaria che, almeno dovrebbe, aver ereditato. E forse, l’episodio, più che un attentato all’animo e alla vita occidentale è forse proprio il risultato della loro totale dissoluzione nel godimento effimero, nel divertimento a tutti i costi, nell’edonismo.

Quello che fa più riflettere, è che proprio la figura della ragazza è intenta a calpestare una statuetta che non solo ritrae una figura divina, ma che ritrae un neonato, la vita che nasce e viene al mondo. Se rapportato alla totale mancanza di natalità del paese, al femminismo più becero che impera nella nostra società e che dimentica la battaglia più importante, quello della impossibilità economica per una donna di diventare madre, il gesto della ragazza appare profetico o quantomeno altamente simbolico, almeno per chi scrive.

I due ragazzi, invece, sono intenti a soddisfare i propri istinti primordiali, animaleschi, sfogati, per l’appunto, anche su un animale.

Qui non si vuole di certo esagerare un gesto stupido e becero come quello dei tre fenomeni, ma la sensibilità personale e la situazione drastica in cui versa la società occidentale ormai da troppo tempo non possono che far riflettere e ravvedere in questo episodio una sorta di raffigurazione simbolica, così come una raffigurazione simbolica è il presepe stesso.

L’immagine dei tre ha fatto il giro del web e gli utenti non si sono di certo sprecati nei commenti, da chi chiede multe per loro o per i genitori che “hanno fallito nell’educazione” dei propri figli a chi invoca invece la più provvidenziale giustizia divina. La foto è stata pubblicata dai giornali coi volti censurati, ma sul web è stata riproposta tale e quale all’originale postata su Instagram dai protagonisti della vicenda.

Sotto di essa avevano scritto, per spiegare il motivo della geniale trovata, “ci guardavano male”.

E’ un contrappasso: ora in molti guarderanno male loro.

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