Austria: il paese più a destra d’Europa.

di Pietro Freda.

L’Austria vira a fortemente a destra. Grazie infatti all’accordo trovato tra i due partiti che hanno vinto le elezioni legislative dello scorso 15 ottobre, cioè quello cristiano popolare guidato da Sebastian Kurz (Övp) e quello liberale (che però di fatto è un partito di destra) guidato da Heinz-Christian Strache (Fpö), l’Austria diventerà il primo Paese dell’Europa Occidentale ad avere un partito chiaramente nazionalista al governo, come appunto l’Fpö.

L’accordo è stato raggiunto sostanzialmente grazie ad un punto: la rinuncia del partito di Strache al referendum sull’uscita dall’Europa. In cambio però, l’Fpö, nel governo che sarà guidato da Kurz (il più giovane premier d’Europa, ha solo 31 anni), avrà tre ministeri chiave: Interni, Esteri e Difesa.

L’obiettivo per i nazionalisti sarà quello di dare una stretta sul fronte dell’immigrazione, uno dei temi principali della campagna elettorale e molto sentito in Austria. Infatti il piccolo Paese incastonato nel cuore dell’Europa è uno di quelli con maggiori richieste d’asilo, nonché con l’8% di popolazione di religione musulmana. Tematiche che hanno certamente contribuito alla crescita del partito di destra, come del resto in altri Paesi d’Europa.

Cosa cambierà a livello europeo? Certamente l’Austria, che viene da un governo di grande coalizione, si allontanerà dalle posizioni della Merkel e dell’establishment di Bruxelles, che stanno cercando da mesi di imporre (inutilmente) le quote obbligatorie di rifugiati a tutti i Paesi UE. Dunque questo progetto, osteggiato (giustamente a parere di chi scrive) soprattutto dai Paesi dell’Est Europa (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca) dovrebbe andare definitivamente a picco.

Per quanto riguarda l’Italia, ripercussioni potrebbero esserci al confine del Brennero, che già più volte è stato oggetto di discussione tra i due Paesi per l’attraversamento illegale di profughi verso l’Austria. Ma se giustamente in vari Paesi europei i cittadini stanno scegliendo governi che tutelano effettivamente i loro interessi, come appunto la difesa dei confini e della propria identità, la speranza è ovviamente che in Italia accada lo stesso la prossima primavera.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *