Ciao Ius Soli, ciao Renzi, ciao PD

di Manuel Di Pasquale.

La sinistra ci ha provato in tutti i modi, ma alla fine ha perso: il ddl sullo Ius Soli è definitivamente affondato.

Il periodo in cui si è tornato a dibattere su questa proposta era troppo, ma veramente troppo, sospetto. Mancano pochi mesi alle elezioni ed il PD ha perso molti consensi. Alle europee del 2014 stravinse col 42%, mentre adesso arranca al 24%. Un calo pazzesco.

Orbene, centro-destra, destra e movimenti extraparlamentari erano e sono tutt’ora contrari a questo disegno, dalla Lega a CasaPound. Oggi arriva il risultato: manca il numero legale per votare al Senato, quindi per questa proposta se ne parlerà non prima della prossima legislatura.

Esulta Roberto Calderoli, numero uno dell’ostruzionismo legislativo, che tra decine di migliaia di emendamenti e constatazione del numero dei presenti ha fatto in modo che questo ddl non vedesse la luce.

Adesso, quindi, il PD non è riuscito a costruirsi un numero cospicuo di nuovi elettori. Giusto così: invece di migliorare le sorti degli italiani, nelle idee dei dem si era profilata quella perversa volontà di creare un nuovo bacino elettorale. E quel bacino elettorale, a marzo, non potrà regalare voti al partito di Matteo Renzi.

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