Natale la festa del perdono. Una breve riflessione

Di Michelangelo Messina

 

Il natale una festa che rende felici tutti grandi e piccoli, la festa del bambino Gesù, la festa del perdono. Ma purtroppo a natale non tutti si possono perdonare.

 

Non si può perdonare il papa che essendo capo della chiesa pensa più ai profughi e ai migranti clandestini e non pensa ai milioni di cristiani e cattolici che ogni giorno perdono la vita per la propria fede.

Non si possono perdonare gli atei che non voglio nulla di religioso nei luoghi pubblici e parlano di Islamofobia e pretendono il rispetto delle persone di fede diversa dalla nostra.

Non si possono perdonare politici che per i propri fini dichiarano il fallimento di un istituto di credito e lasciano milioni di risparmiatori senza neanche un centesimo.

Non si possono perdonare le femministe radical-chic che parlano di uguaglianza di genere e lottano contro l’eccessivo sfruttamento del corpo femminile (notizia delle ultime ore che un gruppo di femministe ha attaccato la sede della HBO per alcune scene poco consone in alcune serie tipo “Il Trono di Spade” o “The Duace”) poi sono favorevoli all’utero in affitto.

Non si possono perdonare i giudici che usano “due pesi e due misure” si ricordano di una testata inflitta ad un giornalista RAI in diretta televisiva ma si “dimenticano” delle milioni di botte prese in 30 anni dagli inviati di “Striscia La Notizia”.

Non si possono perdonare chi parla di libertà di espressione e di libertà di pensiero e ti segnalano i post su un libero social network perché non condivisibile.

Non si può perdonare il premier Gentiloni che ha nominato un Ministro della pubblica istruzione e dell’università con la licenza media che ha serie difficoltà nel parlare l’italiano.

 

Ma chi siamo noi ? Il perdono sembra impossibile.

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