Milano: aumenti al trasporto pubblico. Sala dice sì dal 2019

Di William Grandonico
Milano: aumento del ticket di viaggio dal 2019.

Ci risiamo, anche Milano vede un delizioso aumento dei costi al trasporto pubblico. Come riporta La Repubblica Milano, questa mattina, il sindaco Beppe Sala, ha detto sì all’aumento del costo del biglietto e degli abbonamenti per la città di Milano. I ticket di viaggio, appunto, per essere coerenti con gli aumenti dei servizi dedicati ai cittadini e per essere al passo con le altre città europee, subiranno un aumento di 0,50 €. Il biglietto urbano ATM che oggi costa 1,50€, nel 2019 costerà 2,00€.

La giunta di centrosinistra, capitanata dal sindaco Beppe Sala, ha preso questa decisione, oggi, nell’ultima riunione dell’anno. Sala comunica che i prezzi minimi dei ticket per gli autobus, tram e metro, subiranno un aumento di 0,50€ (centesimi) e proporzionalmente aumenteranno anche gli abbonamenti. Aggiunge anche che l’assessore ai trasporti Marco Granelli e ATM, insieme estenderanno un piano per l’aumento delle tariffe, facendo attenzione ad anziani e fasce deboli.

Un monito è stato lanciato dalla giunta di centrosinistra al presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni. Beppe Sala spiega a La Repubblica:”Il trasporto pubblico di Milano costa 826 milioni l’anno, di questi 390 milioni vengono coperti da biglietti e abbonamenti. Il resto dovrebbe essere coperto dai contributi che il governo eroga attraverso la Regione, ma la Lombardia non è riuscita in questi anni a farsi riconoscere dal governo il dovuto”.

Un bel colpo di coda alla giunta leghista che da anni governa la regione più ricca e benestante d’Italia. A quanto pare, Maroni, non sarebbe stato in grado di far prevalere il suo volere allo stato centrale, e di conseguenza, non ha finanziato il trasporto pubblico meneghino.

Sembra quasi una coincidenza, ieri si è ufficialmente chiusa la tormentata legislatura a guida PD, ieri le parole di Gentiloni e di Mattarella in merito, e oggi, nel primo giorno ufficiale di campagna elettorale, il sindaco PD Beppe Sala scaglia la pietra contro la giunta regionale di centrodestra. Coincidenza con la campagna elettorale? Diamo una mano allo sfavorito Giorgio Gori? Candidato alla regione Lombardia per il centrosinistra. Nelle parole scritte nell’articolo apparso online su www.Milano.Repubblica.it possiamo anche comprendere degli accordi già stipulati tra l’amministrazione piddina di Milano e la futura (se Dio vuole -cit-) giunta regionale capitanata da Gori. Pare un gioco, quasi come quelli abituati a vedere ai ragazzini, giochi di missione a lungo termine. Ecco, un gioco, e tale rimarrà caro sindaco Sala. Peccato che si stia giocando sulla pelle di studenti, lavoratori e disoccupati. Il bilancio dovrà essere discusso entro il 15 di Gennaio 2018 ed entro il 28 Febbraio 2018 si dovrà anche approvare (a meno che il governo non concedi deroghe). Prima di continuare ad addossare le colpe alla regione Lombardia, per quale motivo nessuno si chiede che fine abbiano fatto le province e i loro finanziamenti? Non sarà mica stato il centrodestra a fare il funerale a questo importante tesoro di risorse. Faccia i conti con la Regione e con il presidente Maroni, trovi le soluzioni anche a questo nuovo giochetto, perché per un servizio da terzo mondo, i cittadini milanesi, non saranno sicuramente felici di pagarlo.

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