Türkmenbaşy: un dittatore controverso – Prima Parte

di Pietro Bassi.

«L’elemento più prezioso nel grande corteo dell’umanità non è lo Stato, bensì l’individuo creatore e cosciente, la personalità; è questa sola che crea il nobile e il sublime mentre il gregge è ottuso nel pensiero e ottuso nei sentimenti». Albert Einstein

Ho scomodato il grande fisico tedesco perché ritengo che la sua massima sia emblematicamente in tema.

Cosa s’intende per Türkmenbaşy? Si tratta di una persona, infatti letteralmente significa ‘’Padre di tutti i Turkmeni’’ l’appellativo di Saparmyrat Nyýazow, Primo Segretario del Partito Comunista del Turkmenistan dal 1985 al 1991 e Presidente della Repubblica del Turkmenistan dal 1991 al 2006.

Il padre morì in guerra nel Caucaso nel 1943 mentre il resto della famiglia, la madre Gurbansoltan Edzhe e i fratelli Niyazmurat e Mukhammetmurat, morirono nel Terremoto di Aşgabat, capitale del Turkmenistan, nel 1948. Nyýazow passò il resto dell’infanzia in un orfanotrofio prima di essere adottato. Si dette alla politica e scalò rapidamente i vertici del Partito Comunista Turkmeno, fino a divenirne primo segretario nel 1985, dopo che il nuovo leader sovietico Michail Gorbačëv ebbe silurato il suo predecessore Muhammetnazar Gapurow. Nonostante le riforme operate da Gorbačëv, il partito turkmeno rimase uno fra i più inflessibili e non mostrando segni di apertura.
Saparmyrat Nyýazow, sostenne i contro-golpisti sovietici, capeggiati da Vladimir Aleksandrovič Krjučkov, nella presa del potere da parte di Boris El’cin. Dunque quale oppositore di Gorbačëv, il cui allentamento del potere dell’oligarchia sovietica attraverso la perestrojka rappresentava un pericolo per il suo stesso potere; Nyýazow, a seguito del fallimento golpista, accelerò la separazione del Turkmenistan dall’URSS in disgregazione. Questo processo gli permise di restare al potere e non subire la democratizzazione che avvenne in altri paesi ex sovietici. Ormai quale capo assoluto del paese, nel 1999 Nyýazow fece svolgere in sostanziale regolarità le elezioni parlamentari dopo aver, sostanzialmente, estromesso i candidati dell’opposizione e il 28 dicembre dello stesso anno venne eletto Presidente a vita dal Parlamento.

Nyýazow è conosciuto in Occidente non tanto per il suo governo autoritario, quanto per lo smodato culto della personalità che lo circondava. Autoproclamatosi Türkmenbaşy, attribuì lo stesso appellativo a varie città, scuole, aeroporti, piazze e addirittura a un meteorite. Cambiò il nome dei mesi dell’anno e dei giorni della settimana con quelli della sua famiglia. L’effigie di Nyýazow apparve sulle banconote turkmene, mentre i suoi ritratti vennero esposti ovunque negli edifici pubblici e nelle piazze. In tutto il paese vennero costruite statue dorate sue e di sua madre, in particolare quella posta sulla cima dell’Arco della Neutralità ad Aşgabat, che gira seguendo la rotazione del sole. Nyýazow si adoperò molto per dare una identità nazionale al Turkmenistan indipendente. Tuttavia, lo fece in accordo con le proprie idee per il consolidamento del potere. Infatti, implementò l’Islam pur perseguitandone l’attività politica e la cultura nazionalista, ma scrisse anche una specie di “bibbia”, il Ruhnama, poema epico misto di rivisitazione della storia e di insegnamenti morali che venne gradualmente ma perentoriamente introdotto nella vita pubblica dei turkmeni.

Ben presto il Ruhnama venne accostato al Corano e venne insegnato a nelle scuole. Si arrivò perfino a stabilire degli esami sugli insegnamenti di Nyýazow. Il Ruhnama venne così definito la “guida spirituale della nazione”. Un complesso in memoria della madre di Nyýazow, costruito a Gypjak, sua città natale, è tappezzato di frasi estratte tanto dal Corano quanto dal Ruhnama. A Nyýazow è dedicata la Moschea Turkmenbashi Ruhy, la principale del Turkmenistan. Egli tenne in grande considerazione la cultura tentando però di adattarla al fine di costruire una nuova cultura nazionale turkmena. Elaborò un alfabeto misto fra quello latino e il cirillico e proclamò la lingua turkmena lingua di Stato.

Oltre che per il suo Culto della personalità e per la sua eccentricità, Nyýazow è conosciuto anche per avere implementato un’attenta politica di neutralità, specialmente fra la Russia e gli Stati Uniti, che gli permise di assumere una posizione bilanciata e non pericolosa per il proprio governo. Decise che il Turkmenistan non dovesse far parte della NATO e che non partecipasse neppure alle missioni dell’ONU pur facendone parte dal marzo del 1992. Nel 2005 annunciò che il Turkmenistan avrebbe alleggerito i contatti con la CSI (Comunità degli Stati Indipendenti), con la quale aveva ancora stretti legami. Poco prima della sua morte, nel 2006, l’Unione Europea si mostrò interessata a intavolare delle trattative con il Turkmenistan per le sue risorse di gas naturale. Nyýazow sembrò disponibile a portare avanti queste trattative, ma la sua scomparsa ne impedì la prosecuzione.

Tra quelle che per molti vengono considerate come delle vere e proprie ‘’stranezze’’ vorrei ricordare che tutti i monti del Turkmenistan portano il nome di eroi, poeti e leader nazionali; brani del suo libro, Ruhnama, vengono periodicamente letti alla TV di Stato; nell’aprile 2004 il Presidente ordinò la costruzione di un palazzo di ghiaccio nel deserto del Kara Kum. Non meno curiose sono le disposizioni che vietavano a presentatori e presentatrici televisivi di truccarsi come la vendita e l’uso dei videogiochi e pure delle autoradio. La più stupefacente fu l’idea di cambiare il nome del pane con quello della madre Gurbansoltan Edzhe.

Saparmyrat Nyýazow, fu visto all’estero quale ‘’barbaro’’ dittatore ai limiti del patologico, dell’immorale e del sanguinariamente repressivo. Per i Turkmeni fu davvero amato, la sua effige appare ancora oggi praticamente ovunque, in ogni strada, negozio, ufficio e pure nelle case. Secondo Herbert Read: «Un uomo con personalità può esprimere degli ideali, ma solo un uomo di carattere può realizzarli».

Il magnate americano Charles Michael Schwab scrisse: «La personalità è per un uomo ciò che il profumo è per un fiore». Saparmyrat Nyýazow, noto in Patria quale ‘’Grande condottiero del Turkmenistan’’ creò il moderno Turkmenistan a sua immagine e sensibilità, ma nel rispetto della storia e delle tradizioni della Nazione turkmena.

(Continua)

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