Türkmenbaşy – seconda parte: dal Turkmenistan uno schiaffo alla sinistra perbenista

di Pietro Bassi.

Poco dopo la morte di Saparmyrat Nyýazow, noto come Türkmenbaşy ovvero ”Padre di tutti i turkmeni” nel dicembre 2006 il Consiglio del Popolo del Turkmenistan annunciò che il successore designato era Durdy Durdyýew, all’epoca vice ministro dello sport e del turismo; in realtà l’incarico fu affidato a Muhammetnazar Gurbanow che però venne sostituito, dopo solo tre mesi, da Gurbanguly Berdimuhammedow con la carica di Presidente della Repubblica del Turkmenistan ad interim che, nello stesso anno, in nuove elezioni presidenziali venne eletto Presidente con la schiacciante maggioranza di oltre l’89% dei voti. Le elezioni successive, che si tennero il 12 febbraio 2012, nonostante l’invito agli oppositori politici in esilio di rientrare in patria, il risultato a favore di Berdimuhammedow risultò plebiscitario con oltre il 97% dei voti.

Nel luglio del 2013 la CNPC (China National Petroleum Corporation), che nel 2009 aveva realizzato il gasdotto che collega il Turkmenistan alla Cina, promosse un concerto in un lussureggiante Resort di Avaza, città turkmena che si affaccia sul Mar Caspio con ospite d’onore la diva americana Jennifer Lopez. Ella così come Marylin Monroe aveva fatto per JFK, cantò ‘’Happy Birthday Mr President’’ al Presidente Gurbanguly Berdymukhamedov, che quel giorno festeggiava il suo 56esimo compleanno mentre era collegato in video sul maxi schermo.

Ne sorsero ferocissime polemiche che costrinsero la Lopez a emettere un comunicato stampa nel quale dichiarava di non aver partecipato a un evento politico ma a uno show commerciale; né fanno testo il copioso pacco di dollari che la Star americana si portò a casa.

Nel dicembre del 2013 si tennero le prime elezioni parlamentari multi-partitiche, che posero termine al quasi ventennale monopartitismo da quando il Turkmenistan era diventato indipendente, continuando nel sostanziale processo di democratizzazione del paese. Peraltro Berdimuhamedow dal 2013 non è più leader del Türkmenistanyň Demokratik Partiýasy, Partito Democratico del Turkmenistan, essendo divenuto indipendente.

Oltre il confine a nord, in Uzbekistan, paese di antiche tradizioni storiche e grandi bellezze artistiche, Islom Karinov è stato per cinque lustri l’incontrastato Presidente uzbeko fino alla sua morte avvenuta nel 2016. Nel corso del suo mandato presidenziale vennero invitati artisti internazionali e fra essi Eros Ramazzotti e Sting che sono stati vittime di feroci condanne da parte dei media di tutto il mondo rivolte loro per aver suonato per il Presidente Karinov.

Tutt’altro trattamento è stato riservato dai media al cantante Zucchero, il quale si è detto orgoglioso di aver potuto registrare un intero album di canzoni a Cuba, di averlo potuto presentare nel novembre del 2012 all’Istituto delle Arti del regime dei fratelli Castro e di aver eseguito un concerto a invito nello stesso paese.
Perché in questo caso regna il più totale e assordante silenzio? Perché nessuno ha trovato qualcosa da eccepire ma anzi il concerto è stato trasmesso dalla televisione italiana su RAI 2 in prima serata? Forse i fratelli Castro sono paladini della libera democrazia? Il, di fatto, comunista Zucchero ha detto a ‘’Vanity Fair’’: «Era tutto molto naïf e romantico. Non vedevamo che l’applicazione pratica di ciò che erano dittature. Per non parlare poi della distanza che ho sentito quando è arrivata la lotta armata in Italia. Non si capisce, perché non ne parlano. A volte faccio domande un po’ sibilline, ma non ti rispondono. Ho trovato solo pochissimi che hanno detto di volere andare via. Risposte coraggiose perché c’è una forma di controllo: uno ascolta l’altro. Io non vivo qui e non so, vengo a Cuba da musicista benestante, come posso avere un’idea di come sia la vita?».

Questo perché non può valere anche per la Lopez e per Ramazzotti? È risaputo che il mondo dello spettacolo è fatto così, è nello stato delle cose nella società del terzo millennio.

In che termini Gurbanguly Berdimuhamedow è diverso da Fidel Castro? Forse perché non è più comunista? Un ‘’dittatore’’ è tale solo se non è comunista e non può essere veramente amato dal suo popolo? Nulla di nuovo sotto il sole, è il solito vizio della sinistra perbenista e benpensante dei due pesi e delle due misure.

Penso che si possa andare a gridare in faccia ai benpensanti perbenisti di sinistra: evviva Türkmenbaşy e il Turkmenistan! Evviva la Lopez!

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