Il 2018 sarà il nostro anno. Torniamo a dominare gli eventi.

di Manuel Di Pasquale.

Appena iniziato il 2018. Questo sarà, anzi, dovrà essere il nostro anno: guardiamo al futuro, perché il domani appartiene a noi.

A marzo si voterà e la coalizione di centro-destra viene data in vantaggio. Un’unione variegata, con moderati e sovranisti che hanno anche visioni differenti, ma nonostante tutto si riesce a stare sotto lo stesso tetto. Partiamo però da alcuni cardini: chi è favorevole a questa UE, cioè con tutti i diktat attuali, è da mettere spalle al muro e da estromettere da questo macro-gruppo, poiché va bene una coalizione ma non un Cavallo di Troia.

Politica, tutt’oggi, è sinonimo di compromesso, quindi c’è il bisogno di trovare dei punti in comune. Sappiamo che così come è instaurata questa UE non è altro che una federazione coloniale tedesca. Alla lunga, però, anche la Germania vedrà dei guai in casa propria: se da un lato l’euro ha assicurato alla Germania il primato monetario indiscusso nel vecchio continente, dall’altro il “no confini” ha reso lo stato teutonico un conglomerato di gente che non ha nulla in comune, fomentando così scontri e battaglie culturali minimizzati dal mondo arcobalenato. Guai maggiori invece li hanno francesi, belgi e svedesi, mentre noi siamo ancora in tempo per salvare la nostra gloriosa storia.

Quindi, è chiaro: chi crede in questa Europa, crede nel caos e nella sottomissione. Noi, invece, crediamo nella sovranità. Dobbiamo essere padroni a casa nostra, visto che volere è potere, quindi possiamo, anzi, dobbiamo dimostrare di comandare all’interno dei nostri confini.

Siamo arrivati al punto di non ritorno, quello in cui non si può rimanere neutrali: o con noi o con loro. Persino gli austriaci hanno iniziato ad alzare la voce, mentre noi attendiamo sempre il destino, quando potremmo tranquillamente decidere il nostro corso come spesso e volentieri abbiamo fatto da circa 3000 anni.

Il 2018, quindi, dovrà essere l’anno non di una semplice riscossa, ma di una vera e propria rinascita, che coinvolga tutto ciò in cui crediamo, dal patriottismo allo spiritualismo. Ammirare il passato per prepararci al futuro, “non rinnegare, non restaurare”.

Prepariamo i nostri fisici ed i nostri cuori: basta la semplice volontà italiana per far vedere al mondo chi siamo.

Il futuro è giovane. Dobbiamo essere noi giovani i primi a far partire il cambiamento. Perché, per dirla con gli Amici del Vento: “se mille son le storie che il vento porta via, questa è la nostra storia, generazione mia!”

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