Historia magistra vitae? Perché è obsoleto storicamente definire anti-fascista la Costituzione (e la democrazia italiana)

di Pietro Bassi.

«Lo storico non può essere unilaterale, non può negare aprioristicamente le “ragioni” di una parte e far proprie quelle di un’altra. Può contestarle, non prima però di averle capite e valutate».  Renzo De Felice

Nel saggio di Jader Jacobelli dal titolo: “Il fascismo e gli storici di oggi” viene riportata un’intervista di Giuliano Ferrara a Renzo De Felice ove lo storico reatino afferma: «Piuttosto, mi lasci dire che l’opposizione concettuale fascismo-antifascismo, nella nostra realtà storica, impedisce proprio di fare un discorso positivo sulla democrazia e di individuarne i veri valori. Affermare che la democrazia è uguale all’antifascismo significa dare una definizione solo negativa della democrazia. Ridotta al solo antifascismo, la democrazia rischia di suicidarsi, perché non riesci a riconoscere e a individuare i nemici che hanno un’altra faccia. Se dovessimo temere un ritorno delle camicie nere, potremmo dormire sonni tranquilli. Ma le cose, lo sappiamo, non stanno così». De Felice aveva ragione, con l’oscena proposta di Legge di Fiano noi vediamo chiaramente quale incongruenza e volontà distorta covi nel Partito Democratico. Cosa dire, seguendo De Felice, delle Brigate Rosse le quali sono state per lungo tempo ritenute qualche cosa di legato al fascismo salvo poi con drammatico ritardo rendersi conto che non era così. Non possiamo dimenticare quanti sentimentalmente vicini alle BR o ad altre formazioni estremistiche della stessa area politica, più che antifascisti possono essere considerati antidemocratici. Non aveva tutti i torti Bettino Craxi quando sosteneva che delle norme transitorie contro il fascismo non gliene importava molto, potevano restare perché il capitolo del fascismo veniva ritenuto storicamente chiuso. Infatti già nel 1988 appariva inutile per lo stesso De Felice persino riaprire dal punto di vista storico tale capitolo, figuriamoci dal punto di vista politico. D’altro canto se le norme transitorie in Costituzione contro il fascismo dovevano restare era segno del non voler cambiare nulla e allora voleva dire che la Costituzione veniva considerata come un monumento archeologico.

Non siamo in grado quindi di dire se ‘’storicamente’’ la Costituzione sia effettivamente e pienamente anti-fascista. Quello che possiamo dire, spostando leggermente la visuale d’inquadratura è che è giunta l’ora di fare i conti col Ventennio, con onestà intellettuale da parte dei media, della classe politica e da parte di tutti i cittadini italiani. Dobbiamo quindi ‘’rassegnarci’’ al fascismo, ovverosia accettarlo perché, volenti o nolenti che possiamo essere, tutti eravamo fascisti e con entusiasmo. Sottolineando e tenendo sempre a mente che il fascismo non è saltato fuori all’improvviso come un fungo, è nato e si è sempre più sviluppato ideologicamente e nella coscienza negli italiani a causa della Grande Guerra, della Vittoria Mutilata, della Questione Fiumana, del Bienno Rosso fino a essere inglobato nello Stato Liberale da niente di meno che Giovanni Giolitti. La Marcia su Roma non fu assolutamente un golpe, come magari qualcuno erroneamente pensa ancora, e le alte sfere monarchiche e politiche hanno spinto Mussolini al potere. Quest’ultimo ci sarebbe comunque arrivato, magari con un golpe vero e non da operetta? Può essere, ma è relativo anche storicamente ragionare in questo senso, perché i ‘’se’’ aiutano a capire la Storia, nondimeno bisogna però restare ai fatti accaduti e diffidare dalle leggende le quali sono un campo pericoloso e franoso se usate quali colonne portanti dell’analisi storica.

In chiave storica non si è in grado e non si può ‘’sentenziare’’ e né tanto meno si può e si deve giudicare. Lo storico deve ‘’limitarsi’’ a narrare i fatti, contestualizzandoli e interpretandoli, il che in realtà non è assolutamente poca cosa. Historia magister vitae come ebbe a dire Cicerone? Chissà, forse no, però attraverso il passato possiamo conoscere chi siamo stati e anche, quindi, chi siamo e provare a supporre dove stiamo andando.

Nel Tempio di Apollo di Delfi, dove risiedeva la famosa Pizia, vi era incisa una affascinante massima: γνῶθι σαυτόν, gnōthi sautón ovvero conosci te stesso, il che è la base dell’essenza umana. Una persona che non conosce che persona è? Ebbene, solo conoscendo noi stessi possiamo appieno e veramente volare in alto, alle più alte quote aeree. Perché se viceversa non ci conosciamo, se non sappiamo da dove veniamo, non sappiamo chi siamo e quindi ogni ragionamento ‘’intrigante’’ non può non rischiare di sciogliersi come neve al sole. Prestiamo, dunque, attenzione alla Storia e al dibattito storico soppesando con la maggior prudenza possibile i nostri ragionamenti.

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