Che sia amore o carriera la tua scelta può fare la differenza

La La Land è una storia che si divide tra successo e amore, ma soprattutto vuole essere la storia delle storie mai andate bene.
Perché se da una parte vi è il raggiungimento della carriera dei propri sogni, dall’altro si avverte invece il peso della scelta e le sue conseguenze.
In Psicologia tutto ciò che poteva essere ma non è stato viene chiamato Nostalgia del Futuro, ed è generalmente la mancanza da parte di un amore, una persona, un evento, una o più possibilità nella nostra vita.
Esiste un termine portoghese spesso usato per riassumere i sentimenti di questa mancanza, ed è detto saudade.
Il potere di questa parola sta nel connettere il passato al futuro, nella dimensione creata non esiste alcun “ora”: il presente attuale viene negato a favore di altre scelte passate e di un conseguente futuro diverso.
Proprio per questo ‎Damien Chazelle, ideatore e regista del film, ha deciso di concludere la storia tra Mia e Sebastian basandosi di più su quanto accade nella realtà, allontanandosi dal classico finale hollywoodiano.
Non ci si può sentire rubati del lieto fine: nella vita il più delle volte le cose non vanno come vogliamo, siamo costretti a scelte difficili e queste comportano sempre un prezzo da pagare.
C’è familiarità per tutti con il finale di La La Land, in particolar modo per chiunque abbia dovuto far i conti con il dualismo amore/carriera, ormai ritenuto ingrediente di dibattiti sempre più accesi, specie perché alcuni ritengono che non possano coesistere: il primo rappresenta la voglia di darsi all’altro mentre il secondo è il risultato del darsi completamente a se stessi.
Ma le interpretazioni sono innumerevoli, infatti l’amore non sempre entra in conflitto con la carriera dell’altro, bensì delle volte può diventare esso stesso fonte di energia e di ispirazione.
Come al solito l’importanza ruota attorno al saper equilibrare le due componenti nella propria vita, fare carriera non significa essere egoisti come amare non significa essere completamente presi dall’altro.
Sono scelte della propria vita che prima o poi considerano sempre una rinuncia, perché in due componenti così complesse inevitabilmente entrano in gioco le esigenze dell’altro, ma non sempre possono essere ascoltate e per amare non bastano solo le attenzioni.
Chi però sostiene che amore e carriera non possano coesistere, semplicemente è perché dà un’eccessiva importanza all’una rispetto che all’altra.
Ogni nostra determinazione rappresenta di rimando una negazione per ciò che avverrà, però il male maggiore che possiamo fare a noi stessi è restare intrappolati nell’illusione dettata dalla nostalgia del futuro.
Se si crede che altre scelte avrebbero comportato a qualcosa di meglio del presente attuale, significa che non stiamo prendendo la vita nel modo giusto, e soprattutto che cerchiamo un capro espiatorio ai nostri fallimenti, sia questo una scelta o una persona.
Giacché sono le nostre scelte che fanno chi siamo, nel momento stesso in cui decidiamo qualcosa noi decidiamo anche chi essere, e sbagliate o meno queste scelte sono le nostre, negarle per un’illusione migliore significa negare se stessi.
Possiamo oggi scegliere se lasciarci trasportare dal ciò che poteva essere ma non è stato, oppure vivere meglio imparando dagli errori.
Prima o poi la scelta della propria vita è dietro l’angolo e comunque – come persino in un film di tutte le storie mai state – accade che un frammento di destino entri in armonia con i nostri passi.

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