Lasagna antifascista: i compagni hanno sempre fame

di Chiara Soldani.

La “carbonara fascista” scoperta dall’Annunziata (rivelazione degna di premio Pulitzer), i pacchi alimentari accusati di “corruzione elettorale”. Per poi passare all’urlante “Picchiatowi” dell’altrettanto urlante Friedman, fino ai circensi cortei pseudo pacifisti. Oggi, a questo già ricco repertorio comico e culinario, si aggiunge un nuovo caso: quello della lasagna anti-nazi.

A Nervi, cittadina genovese, si preparano a divorare strati di pasta, ragù e besciamella rigorosamente antifasciste.
L’intento, almeno, è lodevole: piantare alberi in città sempre più grigie e meno verdi (come denunciava Celentano, nella sua “Via Gluck”), è iniziativa affatto criticabile. Ma qui, bisognerebbe “piantarla” con le rosse idiozie da centri sociali: altro che arbusti!

La neo costituita “Associazione Resistenti di Piazza Pittaluga”, in nome della pace del mondo ed un futuro migliore, organizza per sabato una “lasagnata” per arginare il ritorno di ideali fascisti. Dai gessetti colorati alle forchettate di pasta, il passo è breve. L’efficacia, si presume, pure. Che la stupidità umana fosse infinita, ce l’ha insegnato Einstein. Ma qui, si sta davvero esagerando.

L’antifascismo in assenza di fascismo, è come la giustificazione fornita in assenza di un’accusa: sospetta. Deliri da comunisti, il cui repertorio accusatorio è ormai esaurito: non sanno più cosa inventarsi. Spiace pensare che la nobile lasagna venga strumentalizzata in una stupida battaglia, piuttosto che celebrata su una tavola imbandita.

Sabato 6 gennaio, i compagni di Nervi riempiranno lo stomaco “in memoria degli eterni valori della resistenza”: peccato, però, che per la vacuità delle loro teste, ci sia ben poco da fare. Perché, per la “fame d’intelligenza”, non c’è lasagna che tenga.

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