Saviano: l’anticamorrista che guadagna con e sulla camorra.

di Federica Ciampa.

Roberto Saviano è nato a Napoli il 22 settembre 1979 ed è un giornalista, scrittore e saggista italiano”: così Wikipedia – l’enciclopedia libera scritta dagli utenti del web – descrive chi è l’autore di Gomorra. Per alcuni, Saviano è un giornalista politicamente e civilmente impegnato nella lotta alla Camorra e alla criminalità organizzata: lo stimano, tessono le sue lodi, lo prendono come esempio da seguire, lo invitano nei salotti televisivi. Per altri è un intellettuale, che utilizza i social per diffondere personali opinioni di geopolitica più o meno discutibili, per le quali riceve complimenti, applausi, inviti a proseguire la sua attività.

Ma chi è davvero Roberto Saviano? E’ solo ciò che sembra o c’è dell’altro? La domanda è puramente retorica, perché è evidente che ci sia dell’altro.

Saviano nel 2006 pubblicava un romanzo intitolato Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra” con la casa editrice Mondadori – il che di per sé fa già sorridere, avendo lo scrittore definito Silvio Berlusconi, che ne è proprietario, un mafioso. Nel libro denunciava la presenza a Napoli della criminalità organizzata e chiaramente, prima che lo scrivesse lui, nessuno se ne era accorto. Il romanzo riscuoteva molto successo e consacrava lo scrittore come una figura chiave dell’antimafia contemporanea, mentre, nel frattempo, Falcone e Borsellino si rivoltavano nella tomba.

Dal 2006 ad oggi sono trascorsi ben dodici anni: Roberto Saviano ha avuto una scorta, è andato via da Napoli e si è trasferito a New York ed ha ottenuto qualche invito nei salotti televisivi di Mediaset – sempre di proprietà del “mafioso” Berlusconi, tanto per non smentirsi.

Tra un impegno e l’altro lo scrittore ha trovato il tempo per trarre dal suo romanzo prima un film e poi una serie tv, trasmessa da Sky e giunta oggi alla terza stagione. Più cresce la mitizzazione della camorra, più cresce l’impresa di Saviano; più a Napoli tutto va male, più Saviano diventa un soggetto economicamente valutabile. Più i napoletani ammettono di detestare chi ha solo seminato odio nei confronti della propria città natale, più Saviano può fare la vittima in tv: tutti introiti per il nostro scrittore anticamorrista, provenienti, indirettamente, da quella stessa camorra e da quella stessa criminalità organizzata che egli dice di combattere. Tutti introiti costruiti soprattutto guardando con sdegno Napoli e i napoletani; tutti introiti che permettono a Saviano di pontificare su Napoli dal suo attico a New York.

Napoli, per risolvere le sue problematiche, non ha bisogno di Saviano e delle sue prediche. Napoli ha bisogno di chi combatte la criminalità organizzata in strada, attraverso la militanza politica e l’attività culturale. Napoli ha bisogno di chi, oltre ad evidenziarne i problemi, evidenzi, allo stesso tempo, anche soluzioni. Napoli ha bisogno di essere prima rispettata e poi amata; ha bisogno di chi, trovandosi all’estero, descriva soprattutto le sue bellezze, le sue tradizioni, la sua particolarità, la sua esagerazione in tutto. Non ha certo bisogno di un parolaio che combatte la camorra a colpi di post sui social; non ha bisogno di chi, scrivendo per il New York Times, dica che è pericolosa quasi come Città del Messico; non ha bisogno di chi la descriva come la peggiore città italiana, in cui vi sono solo degrado, omertà, spari per la strada; non ha bisogno di chi non si sporca neanche un po’ le mani per renderla migliore.

Dunque, caro Saviano, se Napoli e i napoletani ti odiano, fanno bene.

Tuttavia, la battaglia contro la criminalità organizzata, combattuta dal nostro giornalista su Twitter e Facebook, non è finita qui: egli, infatti, ad un certo punto, iniziava a fare propaganda all’immigrazione incontrollata e all’efficientissimo lavoro svolto, a riguardo, dalle Organizzazioni Non Governative: ignora forse i fascicoli aperti dal Magistrato Zuccaro della Procura di Trapani su questo tipo di organizzazioni? Ignora forse che dietro la solidarietà si nascondono cospicui guadagni? Ignora le possibili infiltrazioni mafiose su cui si indaga? Ignora la tratta di esseri umani che, da qualche anno a questa parte, si verifica nel Mediterraneo? No, Saviano non è ignorante, o almeno non lo è nel senso che ignora qualcosa: anzi, è così consapevole delle indagini della Magistratura, che ha scelto apertamente di schierarsi a favore di alcune di queste ONG indagate, attraverso lunghissimi post e tweet. Dunque sì, la criminalità va assolutamente combattuta in tutti gli ambiti, però solo ed esclusivamente quando non fa crescere il conto in banca.

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