Liberiamoci dai mercenari e ripartiamo

di Jacopo Bosoni.

“Italia mia, benché ’l parlar sia indarno” (Francesco Petrarca).

Così Petrarca incominciava una celeberrima canzone politica, la quale si traduce in un monito e in un urlo disperato ai Principi italiani affinché abbandonino i loro interessi particolari.

Questi interessi si traducono nelle numerose guerre intestine che affliggono la penisola, nonché in un’esaltazione della Storia di Roma.

Secondo Petrarca, è l’ambizione spasmodica dei Principi ad averli indotti ad assoldare soldati mercenari, che, in quanto mossi da interessi economici, non possono avere a cuore la situazione Italiana.

Più di cento anni fa la rivoluzione Russa apriva la triste fase del comunismo al potere. A un secolo di distanza quel comunismo è sepolto dalle macerie del muro di Berlino. Tuttavia quelle ideologie, ormai retrograde, sono tutt’oggi ancora presenti: basti vedere la falsa interpretazione storica attribuita al fascismo che, ancora oggi riecheggia in molte scuole e altrettanti atenei Italiani. Una parte del mondo, infatti, è ancora governato da regimi di ispirazione comunista a partito unico (Cuba, Cina e Corea del nord).

L’unica risposta a falsi miti e alle imbarazzanti politiche economiche e sociali della sinistra è il ritorno della destra al potere. Sono ormai statici, pietrificati i macigni del malgoverno di odore socialista che ormai da anni perversano sull’Italia. Italia che gode di una bellezza sbattuta, sfiorita direi quasi scomposta.

La legge Fornero è solo un esempio tra i tanti del fallimento politico di chi si professa da sempre ‘vicino’ ai lavoratori, alla gente umile.

La canzone di Petrarca risulta, quindi, ancora estremamente attuale: se prima vi erano soldati mercenari, ora quei mercenari si sono tramutati in politici asserviti a interessi non più nazionali, non più per gli italiani, ma in plutocrazia europea, in una concentrazione di potere centralizzata tra Germania e Francia. Bisogna quindi ripartire da politiche che aiutino le imprese e che favoriscano il lavoro: meno burocrazia significa maggiori facilitazioni per chi crea posti di lavoro.

Del resto l’ex presidente degli Stati Uniti d’America Ronald Reagan ci insegnava: “Le vedute sul governo sull’economia, possono essere riassunte in frasi molto brevi. Se si muove, tassalo. Se continua a muoversi, regolamentalo. E se smette di muoversi, sussidialo”.

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