Oltre il centro-destra? CasaPound grida: “Presente!”

di Andrea Esposito.

La campagna elettorale è appena iniziata ma nel Centro-Destra le cose non sembrano andare tutte per il verso giusto. Nonostante il patto di Arcore con tanto di foto ricordo a sfondo natalizio, le incongruenze tra i tre principali leader della coalizione sono all’ordine del giorno. Berlusconi sembra essere il padre che deve indirizzare sulla giusta via il figlio “capriccioso” leader del Carroccio, Matteo Salvini. Ultimamente i botta e risposta tra i due sono diventati infiammati e ogni ora vengono alla luce le mille incoerenze, a causa delle profonde spaccature ideologiche, tra i programmi dei vari partiti. Il Centro-Destra unito, nonostante i sondaggi favorevoli, sembra essere una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere e sgretolarsi da un momento all’altro. La confusione ai piani alti della Lega si fa sentire, dopo l’annuncio di Maroni per la sua non ricandidatura al Pirellone e un post del giovane Salvini che annuncia di voler abolire la legge Lorenzin sull’obbligo dei vaccini.

L’elettorato del Centro-Destra, così come i suoi dirigenti, è in profonda confusione e l’asticella degli indecisi è in continuo aumento verso l’alto. Molte persone sono pronte a non esprimere il voto al Centro-Destra perché perennemente sottomessa a Berlusconi, qualcun’ altro per l’evidente dietrofront riguardo l’uscita dall’Euro e dall’Europa, altri ancora perché delusi dall’entrata in coalizione del Quarto polo con lo scudo crociato.

Gli elettori si domandano se esiste un’alternativa al centro-destra tradizionale, dall’altro lato Casapound risponde “Presente!” e pronta ad accogliere gli indecisi e i confusi tra le fila di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Ebbene sì, il movimento neofascista più a destra del centro-destra, così definito dall’informazione mainstream, inizia la propria campagna elettorale sulla scia degli importanti numeri che aveva guadagnato in tutte le elezioni comunali e provinciali precedenti (ultimo caso quello di Ostia) con lo scopo di “sfondare”- in tutti i sensi – la soglia di sbarramento del 3% ed entrare in Parlamento. L’ex centro-sociale di destra ormai è divenuto un vero e proprio partito politico e per questo motivo si toglie il bomber nero, almeno per ora, e indossa giacca e cravatta partecipando alla vita politica in televisione, seppur con poche apparizioni, e nelle piazze. Il suo leader, Gianluca Iannone, lascia l’incarico di candidato premier al giovane Simone di Stefano, che da tempo spopola sui social con la sua pagina Facebook, sfiorando le 100.000 preferenze. Quest’ultimo si presenta agli elettori con una cartolina da campagna elettorale che toglie ogni dubbio e fornisce un messaggio chiaro e preciso: “No euro” posto sul tricolore, sovrapposto su una grande x di colore rosso che bolla la bandiera dell’Unione Europea come qualcosa di profondamente negativo.

Nonostante i servizi infamanti e le false accuse alla tartaruga frecciata da parte dell’informazione politicamente corretta, Di Stefano si difende e rimane pacato, prendendo parte a veri e propri processi negli studi televisivi di La7 e di Rai 3, basti ricordare l’ultimo episodio significativo con Lucia Annunziata e giornalisti de L’Espresso. Il movimento e la dirigenza devono affrontare quotidianamente la dura realtà della politica e della società italiana che cerca di mettere, in ogni modo possibile, i bastoni fra le ruote a chi si definisce “fascista” o semplicemente simpatizzante.

Casapound non ha mai ritrattato riguardo questo argomento anzi, rivendica fieramente il passato del Ventennio; adattando leggi e valori di quel tempo, nell’Italia attuale. Si spoglia delle varie insegne imperiali cameratesche e si presenta con un volto nuovo, sotto la dicitura di “fascisti del terzo millennio”. Il movimento è ormai radicato su tutta la penisola con continue inaugurazioni di sedi nelle grandi città ma anche nelle periferie, attraverso gli aiuti alimentari alle fasce più deboli della popolazione e sostegno durante gli sfratti, ma anche in servizi di vigilanza delle strade e con continui sit-in e manifestazioni. Inoltre Casapound cresce grazie al continuo flusso di giovani studenti che prendono parte al movimento giovanile del partito, il Blocco Studentesco, conciliando la formazione politica con il sano divertimento, tra eventi sportivi o concerti. Casapound da qualche mese ha lanciato il progetto del PrimatoNazionale, quotidiano online, trasformatosi in rivista cartacea mensile disponibile in tutte le edicole del paese. Insomma il movimento, che in passato era solo un gruppetto di ragazzi provenienti dalle varie realtà di estrema destra, oggi sembra essere rivoluzionato, pensa in grande e si prepara alle elezioni del 4 marzo.

Il candidato premier, Simone Di Stefano, inizia la campagna elettorale scagliandosi in primis contro la coalizione di Centro-Destra, ritenuta da lui ancora troppo reazionaria, piena zeppa di vecchie figure politiche figlie dell’ex scudo crociato, con proposte che non rispecchiano la vera destra sovranista, sia in economia che nel sociale. Sovranismo che, a differenza degli altri, è posto in prima posizione nel programma stilato da Casapound, con lo slogan “Basta Euro, basta Unione Europea”, rimarcando che prima dell’entrata nella moneta unica, l’Italia era quinta economia mondiale, oggi invece ottava. Per la tartaruga crociata la nostra penisola ha bisogno di una sua moneta sovrana, pronta a fare gli interessi della nazione assieme alle banche, riposte sotto il controllo dello Stato affinché non brucino i risparmi dei cittadini, finanziando aziende e famiglie.

Casapound, inoltre, si schiera contro la concorrenza sleale che danneggia l’economia dell’Italia e contro le delocalizzazioni, trovando la soluzione nell’intervento diretto dello Stato. Il quarto punto del programma recita “Lavoro stabile, casa di proprietà, figli”, con l’aiuto alle giovani coppie attraverso l’introduzione del Mutuo Sociale e il sussidio di 500 euro mensili a ogni bambino italiano da 0 a 16 anni. Gli ultimi punti riguardano l’immigrazione che includono il rimpatrio dei clandestini presenti in Italia e la creazione di condizioni favorevoli in Africa al fine di impedirne l’arrivo. Ultimo cardine, ma non per importanza, è quello di impedire lo Ius Soli e revocare la cittadinanza acquisita per chi commette reati gravissimi.

Simone Di Stefano e il suo movimento lanciano la sfida alla politica italiana e ai suoi elettori, speranzosi di ritrovare nelle idee di Casapound i voti di migliaia di persone, stanche della destra e della sinistra tradizionale, stanchi del globalismo e del politicamente corretto. Per questi ragazzi che si impegnano nel quotidiano e si distaccano completamente dalla figura del politico di professione, il 3%, stando agli ultimi sondaggi, non è più un miraggio né una “nera” fantasia.

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