La Serracchiani, il vademecum del sindaco friulano e quei 6000€ persi

di Chiara Soldani.

Come si abbinano cravatta e pochette? E le posate a fine pasto: dove si posizionano nel piatto? Inchino alla giapponese sì, inchino alla giapponese no? Per delucidazioni, contattare Debora Serracchiani: la “Giovanni Della Casa” dei giorni nostri.

Fare (o quantomeno, provare a fare), il Presidente regionale, evidentemente non bastava. Così la Serracchiani, avrà ben pensato di dedicarsi al bon ton: ed il vademecum delle buone maniere, è servito! 75 pagine fitte di consigli e “mai più con, mai più senza”, indirizzate ai sindaci del Friuli Venezia Giulia. “Signor/a Sindaco, come fare quando?”: un titolo più da istruzioni dell’uso per mobili Ikea, poveri sindaci!

Il libro, dal pregevole valore ed imprescindibile utilità, illustra dettagliatamente quanto profumarsi e come mangiare il risotto: con la forchetta, ovviamente! Ma forse la signora Serracchiani, la considera un’autentica rivelazione. Più che all’etichetta, un insulto all’umana intelligenza. Acqua e sapone sono consigliatissimi (incredibile, vero?), mentre sono bandite le unghie “smangiucchiate” (denotano insicurezza): insomma, pure psicologa il presidente! Peccato che l’essere “multitasking”, non sia proprio il suo forte.

In piena campagna elettorale e crisi del Paese (fandonie piddine permettendo), il governatore uscente detta le sue priorità:  mai abito nero per il primo cittadino, pochi gioielli e braccia coperte per la collega sindaco.

Se l’iniziativa fosse stata “a parametro zero”, avremmo anche potuto riderci su. Peccato che “Signor/a sindaco, come fare quando?”, sia costato ben 6mila euro alla regione Friuli Venezia Giulia. Tante le copie da comprare: forse più utili nei centri sociali, solitamente meno avvezzi ad acqua e sapone. Roba fascista anche la cura della persona? Non trattandosi di temute cerette o taglienti rasoi, Friedman può stare tranquillo: di “forza picchiatwrice”, neppure l’ombra.

Sta di fatto che, per quanto l’etichetta abbia la sua moralità e rilevanza sociale, investire 6mila euro per l’intera iniziativa risulta decisamente inopportuno. Non si parla di una grande cifra, ma si dubita sul suo investimento: qualcosa di più utile, si sarebbe potuto fare. Oppure, emulando Ponzio Pilato, i consigli sull’utilizzo di acqua e detergenti sono da considerarsi autoreferenziali: la Serracchiani, riguardo il suo pessimo operato, vuole forse “lavarsene le mani”.

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