Stefano Parisi non fa da quarta gamba

«Voglio essere molto chiaro. Se gli altri leader di centrodestra vorranno fare l’apparentamento, saremo nell’alleanza. Altrimenti, correremo da soli. In ogni modo, alle elezioni ci saremo. Ci sa-re-mo».
Tuona così Stefano Parisi, leader del partito Energie per l’Italia, da circa un anno presente nel panorama politico italiano.
E’ cristiano, liberale, democratico e conservatore: la ricetta per un’alternativa moderata ma non troppo, alla cui guida dopotutto c’è un uomo di fede socialista fin da ragazzo.
Di Stefano Parisi possiamo partire da un’osservazione, la stessa che in qualche modo lo ha condotto sotto i riflettori: durante l’autunno dello scorso anno (ottobre 2016, io ero presente) sembrava essere il designato da Berlusconi come erede del centrodestra.
Ma poi le cose non sono andate come previste, e nonostante tutto non gli è andata così male: ha creato una realtà tutta sua, una rivincita anche dalla sconfitta alle amministrative di Milano 2016.
Di Parisi in fondo ci piace che fino ad oggi è stato chiaro circa le sue posizioni, sull’eventualità di trovare un accordo con la quarta gamba risponde infatti senza peli sulla lingua: «Noi siamo una cosa diversa rispetto alla quarta gamba, che ha come simbolo lo scudo crociato. Tutto il rispetto, ma abbiamo un’identità nostra. Se ci rinunciassimo, non porteremmo più il nostro valore aggiunto».
La proposta politica lanciata da Energie per l’Italia è in piena armonia con quelle del centrodestra, la qualità sembra esserci, il contenuto anche, ma Parisi correrà insieme alla coalizione di Berlusconi, Salvini e Meloni?
Tra i diversi argomenti toccati ci sono quelli dedicati ai giovani, per Parisi bisogna tornare a ragionare sotto il profilo della visione di lungo periodo, risposte semplici per un consenso immediato non fanno parte della ricetta EPI.
Bisogna rivedere completamente il ruolo della scuola e dell’università, palestre di formazione e di selezione, necessitano di tornare di moda determinate caratteristiche: rigore, impegno, disciplina.
Se Stefano Parisi correrà con il centrodestra è questione di giorni, in ogni caso lui sostiene convintamente che “se non ci saranno state risposte, andremo da soli. Siccome siamo presenti in Parlamento, con il gruppo Civici e Innovatori-Energie Per l’Italia, non dobbiamo neanche raccogliere le firme”.

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