Profeta FDI – La diffida e la sua lettera a GAD

Di Redazione.
Riceviamo e pubblichiamo.

 

Carola Profeta, classe 1975 ex coordinatore regionale Dipartimento Tutela Vittime della Violenza Abruzzo, poi provinciale di Pescara, ci invia la sua lettera. Un racconto che ci ha fatto riflettere su quelle che sono state le sue battaglie e le sue tappe politiche. Un piccolo scritto, che ci porta a percepire il fuoco della passione politica e identitaria che porta dentro e che mai nessuno le permetterà di soffocare.

PESCARA 16 GENNAIO 2018

 

LETTERA A GIOVANI A DESTRA

 

 

Cara redazione di Giovani A Destra, voglio scrivere questa lettera perché spero sia un buon esempio il mio, e un buon auspicio per il migliaio di giovani appassionati di politica che vi seguono.

La prima tessera di partito è stata quella di AN fino alla nascita del PDL, all’epoca lasciai il partito e l’attività. Quel lasso di tempo in cui è stato protagonista il PDL nel panorama politico italiano io scelsi di votare La Destra. Sono fatta così saranno le mie origini siciliane, sarà che mi ricordo le campagne elettorali della mia infanzia dove mio padre votava democrazia cristiana, mia mamma era una socialista convinta ed io di nascosto seguivo in tv i comizi del grandissimo Giorgio Almirante.

Nel dicembre 2012 accadde qualcosa che io pensavo non potesse accadere più, la costituzione di un partito che ridesse” casa” alla “Destra “e invece quel sogno si realizzò, ricordo ancora il 18 dicembre, la prima conferenza stampa di Giorgia Meloni che annuncia la costituzione di Fratelli D’Italia come partito che voleva ridare una dignità alla storia politica della destra italiana e voleva riattizzare quella fiamma che ormai da troppo tempo si era spenta. Fu così che immediatamente, con i mezzi che avevo a disposizione cominciai la mia campagna elettorale per il partito, LA PRIMA COSA CHE FECI Fu LA CREAZIONE DI UNA PAGINA SOCIAL SU FACEBOOK DI FRATELLI D’ITALIA PESCARA che in poco tempo, cominciò a dare buoni risultati di gradimento con gli “amici” che cominciavano a seguire ogni giorno di più, da lì a poco ci sarebbero state le politiche del febbraio 2013. Avevamo poco più di 40 giorni per raggiungere il primo risultato. Fu allora che conobbi Antonio De Vincentiis e con lui cominciammo a girare per il territorio alla ricerca di persone che volessero aderire al nuovo partito. Ho conosciuto tante persone in quel periodo, con cui ho allacciato un bellissimo rapporto che dura tutt’ora. Sappiamo tutti cosa successe al partito qui in Abruzzo alla fine di quella campagna elettorale, ma da lì il partito cominciò a prendere forma anche nel suo aspetto organizzativo all’interno del territorio. Nell’ottobre 2013 ci fu “Officine per L’Italia” e in quell’occasione entrarono nel partito l’attuale dirigenza. (Roberto Petri, Alessandra Petri, Armando Foschi) Nel marzo del 2014 ci fu il primo congresso di Fratelli D’Italia a Fiuggi, un mese prima ci furono le primarie a Pescara (primarie: metodo democratico per eleggere i delegati per eleggere poi l’assemblea nazionale) dove la sottoscritta fu la più votata (a livello provinciale) non solo tra le donne ma tra tutti i candidati. Eppure per i soliti giochi di potere a Fiuggi fui esclusa, dal gruppo dei delegati abruzzesi, dall’assemblea nazionale perché i tre posti per la provincia di Pescara li presero Roberto Petri (che sarebbe comunque entrato di diritto perché già nominato nel direttivo nazionale), Antonio De Vincentiis e Armando Foschi. Non rispettando né il voto della primarie né la quota di genere.  Iniziarono lì le umiliazioni, che solo l’amore per una storia, un simbolo, un ideale può portarti a non lasciare nonostante tutto. Abbiamo lavorato duramente io e Antonio per le amministrative del 2014, nel frattempo fu nominato pro tempore Armando Foschi come portavoce e fecero di tutto per ostacolarci anziché sostenerci in vista delle comunali a Pescara e Montesilvano dove successe di tutto.  Perdemmo e facemmo una pessima figura, Antonio si trasferì in Inghilterra a lavorare e io rimasi, e passo dopo passo, giorno per giorno cominciai a lavorare per il partito, incassando volta per volta sempre enormi umiliazioni (fui perfino esclusa senza motivo dal coordinamento provinciale). Poi grazie al mio impegno e alla mia tenacia, non sarebbe stato un portavoce a fermarmi, fui nominata dalla grandissima dirigente Dott.ssa Tiziana Montinari a coordinatore per l’Abruzzo del Dipartimento Tutela Vittime della Violenza, un’esperienza entusiasmante che mi ha fatto crescere tantissimo. Non finirò mai di essere grata alla dott.ssa Montinari per il modo in cui mi ha insegnato anche ad stare in un organo di partito, con le sue regole, la segnalazione è avvenuta grazie ad un’amicizia stretta su facebook con una coordinatrice di Foggia sempre del partito, che seguendo e leggendo la mia attività a Pescara aveva fatto da tramite. Mi ricordo ancora la telefonata del coordinatore nazionale, ero in vacanza in Sicilia e mi emozionai tantissimo.  E’ vero io sono una testa calda, a volte facevo due passi avanti da sola senza rispettare il gruppo, ho fatto degli errori, ma non dimenticherò mai la capacità della dottoressa di correggermi senza mai umiliarmi. Poi cambiò il coordinatore, e io persi una guida, un punto di riferimento. Successivamente lasciai io stessa il Dipartimento perché rispetto alla legge sull’eliminazione del rito abbreviato per i crimini violenti cambio improvvisamente posizione, se prima la linea era di assoluta condivisione con la proposta di legge dell’ON. Molteni, al momento della votazione alla camera del testo il 29 novembre, invece, alla quale io ero presente insieme  alla famiglia di Jennifer, ho saputo quasi in diretta dal gruppo parlamentare che era arrivata dal Dipartimento una richiesta di non votare il DDL della Lega. Allora siccome io sono una persona seria, e ricordo che questa petizione ha raccolto 25 mila firme solo in Abruzzo, se sposo una causa la porto fino al termine, o comunque faccio tutto ciò che è possibile per raggiungere l’obiettivo. Dopo essere stata votata alla camera si è arenata di nuovo al Senato. Ebbene proprio perché non mi arrendo ho chiesto ed ottenuto, grazie al Senatore di FDI Amideo, un incontro con il Presidente Grasso per chiedere di calendarizzare prima della fine della legislatura il DDL anche a Palazzo Madama, ma lui ci ha risposto che non aveva questo potere. E qui mi taccio! … Però ho fatto tutto quello che era materialmente possibile per me fare per ottenere il risultato, che è solo rimandato, perché sarà legge dello stato subito dopo il voto del 4 marzo. Subito dopo il congresso di Trieste ho rimesso il mandato di coordinatore del Dipartimento e sono rimasta senza nessun incarico di partito, sapendo benissimo che questo mi avrebbe indebolita. All’interno del coordinamento provinciale ci sono stati attacchi anche molto pesanti alla mia persona per la presa di posizione della legge e in generale per il mio impegno al contrasto alla violenza di genere. … Già proprio così!

 

Ma ho tenuto duro, l’entrata del gruppo consiliare di Testa, Pastore e Cremonese hanno ridato ossigeno puro alla nostra città nel panorama di FDI, e non finirò mai di ringraziarli, perché nonostante non dovuto, da subito, mi hanno informato della loro imminente adesione e coinvolto nel loro gruppo di lavoro. Mi sono sentita gratifica, rispettata, stimata e anche voluta bene, molto più da loro che dalla “dirigenza” in 4 anni. Come se colpire personalmente me, non significava colpire anche indirettamente il partito, per tutte le battaglie che ho portato a termine?  Sembrava che alle umiliazioni non ci fosse mai fine e invece ieri mi sono vista recapitare la diffida che vi allego, che in sostanza mi intima di chiudere la pagina facevo di Fratelli D’Italia Pescara che io ho aperto quando, chi mi chiede di chiudere, stava ancora nel PDL, senza a mio avviso avere la legittimazione a farlo poiché da come ho letto nello statuto il Portavoce non ha questi compiti di censura, per di più MAI ELETTO DA NESSUNA ASSEMBLEA PROVINCIALE. Diffidata pure ad usare il simbolo di partito nei social, tanto è che ieri ho fatto gli auguri di buon compleanno al Presidente usando una foto personale con il Presidente stesso, scattata all’Aquila, senza simboli e senza nomi di partito, spiegando anche cosa fosse successo.

 

In 4 anni ho presentato due interrogazioni parlamentari a risposta scritta uno per la vicenda della balneazione a Pescara, e uno per Bussi, tramite il gruppo parlamentare del partito con tanto di risposta dal Ministro dell’ambiente. Un question time a risposta immediata sul caso gender in un liceo di Pescara al Ministro dell’istruzione, ho lavorato per il Dipartimento Tutela Vittime per quasi due anni,  organizzando  campagne a favore della sicurezza stradale, l’omicidio stradale, contro la violenza sulle donne, l’abolizione di Equitalia, la raccolta firme per la proposta di legge di FDI sui permessi premio, e il sostegno alla raccolta firme per la petizione a sostegno della proposta di legge sull’eliminazione del rito abbreviato per i crimini violenti dove la sottoscritta insieme al comitato Insieme per Jennifer è stata addirittura accolta ad Atreju ed è stato organizzato un banchetto  con il patrocinio diretto e personale del Presidente On. Giorgia Meloni. Ho partecipato a 3 conferenze stampa di partito presso la Camera dei Deputati sia come referente, sia come testimone sia come presidente di associazione.  Tramite un senatore di FDI siamo stati accolti (insieme al comitato) dal Senato dal Presidente Grasso sempre per la raccolta firme sul rito abbreviato, allora mi si dica se questa diffida, in pratica delegittima il partito stesso?

 

I commenti sul post e le decine di messaggi arrivati in privato alcuni dei quali mi hanno commosso, mi fanno capire che la cosa importante è la tua dignità! L’altra sera ho visto la fiction su Libero Grassi e mi ha colpito quando lui ha detto che certe battaglie si devono combattere anche con l’aiuto dei mass-media, perché nel suo caso la diffusione del suo esempio e del suo coraggio hanno fatto sì che molti imprenditori si ribellassero alla mafia che li obbligava a pagare il pizzo. Certo qui non si parla di mafia o di pizzo, non è un confronto assolutamente ipotizzabile, ma sicuramente si parla di coraggio e di non omertà. Nei miei confronti è stata fatta una grave censura, perché nel corso di questi 4 anni mi sono sempre spesa per il partito, e la mia comunità e la mia gente lo sa. Nessuno mi ha mai detto ci volesse l’autorizzazione e i miei profili social sia personali che di partito sono seguiti anche da dirigenti di partito nazionali e nessuno ha mai detto niente.

 

Il problema è che a Pescara anziché “combattere gli avversari politici” che nel nostro caso sono il PD e il M5S si perde tempo a combattere quelli della tua stessa comunità. E se questo è il loro obiettivo, con molto ma molto rammarico e profonda indignazione, ma anche con quella libertà, che solo chi sa ciò che conta davvero possiede, io faccio un passo indietro. Potranno eliminare il simbolo di FDI dai miei profili facebook, ma non elimineranno mai la fiamma che porto nell’anima.

Ho fatto tante cose in questi 4 anni, i pescaresi e non solo, mi conoscono e mi apprezzano, porterò le mie battaglie, i miei progetti e le mie conquiste nel mio bagaglio esperienziale, e non sarà un portavoce a far finire la mia carriera politica.

Voglio chiudere dicendo che io non ce l’ho con chi mi è nemico. Anzi a queste persone ho anche chiesto pubblicamente perdono e lo rifarei. Ma io la notte quando metto la testa sul cuscino, ho l’assoluta certezza di non aver fatto niente, volontariamente, per aver ferito, umiliato o distrutto qualcuno.

 

Spero che questa esperienza possa essere utile, grazie a questa meravigliosa redazione che seguo sempre con moltissimo interesse. Vi lascio questa bellissima frase che io adoro sperando che L’ANPI non denunci anche noi: “Chi vola vale, chi non vola non vale, Chi non vale e non vola è un vile”

Carola Profeta

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