Riccardo Muti Ministro della Cultura? [Video]

Di Pietro Bassi
<<La Cultura non è un lusso, è una necessità>> Gao Xingjian

Ho un grande sogno: che il centro-destra vinca le elezioni, andando al governo e che il Ministero della Cultura venga affidato al Maestro Riccardo Muti, magari con Vittorio Sgarbi quale vice-ministro o sottosegretario.

 

Purtroppo il centro-destra è passato alla storia anche per l’infelice frase dell’ex Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ossia: ‘’Con la Cultura non si mangia’’. Se da un punto di vista strettamente pragmatico tale frase potrebbe in un primo momento apparire veritiera è bene però sottolineare come ebbe a dire il filosofo Friedrich Schelling ovvero: ‘’L’opera d’arte è un’opera materiale con un significato spirituale’’. Probabilmente la laurea nelle materie umanistiche non può offrire un avvenire molto florido dal punto di vista economico, il portafoglio dell’umanista non tracimerà di denari, ma essa potrà fornirgli un avvenire estremamente ricco in termini di conoscenza e la sua mente potrà sì grondare di valori, idee, spunti di riflessione e pensieri.

 

L’Italia ha la fortuna di detenere, secondo l’UNESCO, il maggior patrimonio artistico-culturale al mondo con oltre 3.400 musei, circa 2.100 aree e parchi archeologici e 43 siti Patrimonio dell’Umanità. Se pensiamo che la Polonia, la quale ne detiene meno di un terzo, investe in Cultura almeno il doppio di noi, questo ci deve far molto riflettere. Non arrivo, magari, a dire seguendo Massimo Cacciari, che siamo indegni di questo petrolio che possediamo, però sicuramente è per me inaccettabile questo stato di cose. A ben vedere la mia personale missione politica di umanista che ha a cuore, per davvero, il rilancio del nostro patrimonio storico e artistico è, appunto, quella di portare le tematiche proprie della Cultura al centro del programma di governo del centro-destra. So, fortunatamente, di non essere da solo in questa battaglia e missione; mi auguro che voci sempre più numerose e autorevoli si uniscano al coro di quanti reclamano una giusta attenzione alle problematiche del mondo della Cultura.

 

Perché questa scelta? Il mio sogno sarebbe vedere, appunto, il Maestro Riccardo Muti alla guida del Ministero dei Beni e delle attività culturali. Egli è persona, per quanto ne so, stando alle parole di Vittorio Sgarbi, non di centro-sinistra e anzi come noi è di centro-destra.  Muti, che giusto pochi giorni fa ha diretto per la quinta volta il Concerto di Capodanno di Vienna coi Wiener Philharmoniker, si è fatto portatore di tante istanze e problematiche che il mondo culturale italiano si trova a vivere.  Resterà celebre quanto da lui affermato accettando di concedere il bis del ‘’Va Pensiero’’ in occasione del concerto per celebrare il 150esimo anniversario dell’Unità italiana all’Opera di Roma quando disse: ‘’Se la Cultura scompare, veramente la nostra Patria sarà bella e perduta!’’.  Muti è inoltre stato insignito di varie onorificenze da molti paesi del mondo, ed è conosciuto e stimato a livello internazionale quale portatore sia della Cultura globale che di quella italiana.  Il suo amore per Giuseppe Verdi, per il melodramma italiano e per i musicisti italiani è forte e sconfinato. Il maestro Muti sarebbe in grado infatti di rilanciare la Cultura in chiave interna da un lato, e dall’altro di farsi ambasciatore Mondiale della nostra Cultura Nazionale.

 

Nella sua autobiografia edita da Rizzoli dal titolo ‘’Prima LA MUSICA poi LE PAROLE’’, egli scrive: ‘’Dopo il concerto del 2002 alla newyorkese Avery Fisher Hall (presso il Lincoln Center, memoriale per l’abbattimento delle Twin Towers) con le persone fra il pubblico che – se avevano perso qualcuno – tenevano stretta sul petto la sua foto, andai sul luogo dell’esplosione insieme al Coro della Filarmonica della Scala, il quale, senza orchestra, cantò il ‘’Va pensiero’’ del Nabucco nel silenzio sinistro di Ground Zero[…] Una sera del 1999 dirigevo il Requiem di Verdi a Gerusalemme, in un luogo detto la Piscina del Sultano, di fronte alle Mura di Sion. Come d’abitudine, non feci intervallo ma solo una breve sosta prima dell’Offertorio, appena conclusa la prima parte. Il silenzio interrotto da un lamento che era certamente il guaito di un cane o di qualche altro animale, e sembrava provenire dal deserto non lontano. Io feci prolungare la sosta in attesa che cessasse il lamento; lì, alle Mura di Gerusalemme, pareva una voce legata immediatamente al creato, al mondo dell’Antico Testamento. Ma poiché la pausa si allungava troppo rispetto ai tempi televisivi, eravamo infatti in diretta, decisi comunque di proseguire, attaccando l’introduzione dei violoncelli all’Offertorio. Appena iniziata la musica, come per incanto, quel lamento cessò: come se la voce lontana si fosse levata per chiedere di non fermare la musica e si fosse interrotta quando il magico canto riprendeva. Un’altra volta, era il 2005, a El Jem, nel deserto della Tunisia, ed eseguivamo con i complessi del Maggio Fiorentino un’ampia selezione del Mefistofele di Arrigo Boito e, a un certo punto, alla fine di un brano, si è levata la preghiera del Muezzin da una lontana moschea. Il pubblico, l’orchestra, il coro, i cantanti, io stesso rimanemmo sulle prime interdetti per quelli inattesa intrusione, ma quel richiamo spirituale alle mie orecchie poteva benissimo riuscire connaturato al clima dell’opera, procurandole, come in uno specchio, un tessuto connettivo nient’affatto invadente, in grado, al contrario, di accrescerne lo spessore. Perciò lasciai che quel canto finisse. Al termine il pubblico tunisino scoppiò in un applauso fragoroso per ringraziarmi del rispetto che avevo mostrato. E la musica ha ripreso il suo cammino con accresciuta intensità. Sono i miracoli che il canto, poco importa se di un muezzin o di Boito, produce!’’.  

 

Un collega di Riccardo Muti, il Maestro Claudio Abbado pochi anni prima di morire ebbe a dire: ‘’La cultura permette di distinguere tra bene e male, di giudicare chi ci governa. La cultura salva. Essa è un bene comune primario come l’acqua; i teatri le biblioteche e i cinema sono come tanti acquedotti’’.

 

Sarebbe proprio un sogno averlo alla guida del MIBAC, anche se penso che lui stesso sia consapevole del pantano nel quale si ritroverebbe. Nondimeno, quale personalità del mondo della Cultura, peraltro non dei nostri avversari politici, potrebbe a buon diritto occupare il posto ministeriale se non Riccardo Muti?

Il Maestro Muti ha anche diretto il sei luglio del 2014 una meravigliosa interpretazione del Requiem di Giuseppe Verdi sotto il Sacrario Militare di Redipuglia, ve ne lascio uno stralcio invitandovi all’ascolto del celebre Dies Irae. (https://www.youtube.com/watch?v=L20yHMoGGGg )

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