Droga, aborto ed eutanasia sfrenata: annientamento dell’uomo

Aborto, eutanasia sfrenata e liberalizzazione delle droghe leggere, tre capisaldi dell’uomo moderno che lo porteranno all’annientamento. 

di Andriy E. Galtieri

 

La moraleliberal’, figlia del Sessantotto ci ha ‘insegnato’ (imposto, sarebbe più corretto) che l’uomo – o meglio, l’individuo, perché diventa un atomo, una particella, ruota di un ingranaggio, impegnata a guadagnare e spendere per far girare la macchina del capitale – è depositario di tutto ciò che lo circonda e che può utilizzarlo a suo piacimento.

L’individuo, quindi non più maschio né tantomeno femmina, può disporre e deve disporre di ‘proprietà’ definite “indisponibili” anche dalla giurisprudenza – quali ad esempio la Vita – per essere al passo con i tempi e non essere bollato come ‘bigotto’ o ‘reazionario’.

Dal momento in cui il Sessantotto ha consegnato alle donne una presunta libertà – diventata, orwellianamente, schiavitù – sessuale e dei costumi, alcuni gruppi hanno cominciato a portare “avanti” delle campagne per l’approvazione del “diritto della donna di disporre del proprio corpo”, ovvero, di abortire. Dall’approvazione della legge 194/78 più di 5 milioni di aborti sono stati effettuati nelle cliniche ospedaliere in Italia, senza contare quelli clandestini e le varie pillole dei giorni dopo. Questo è avvenuto perché certe parti hanno incensato una cultura nemica della vita, spronato all’utilitarismo le donne lavoratrici – maggiormente soggette al fenomeno.

Un altro grave e grande problema nel nostro Paese è la diffusione degli stupefacenti, si stima che il 19% dei ragazzi italiani faccia faccia uso di cannabis, secondi solo ai francesi. Anche questo è il risultato di anni e anni di “cultura dello sballo”, che impone al giovane un “mondo più libero” – anche qui le parole diventano opposte al risultato nel mondo reale, con il solo risultato di avere una buona fetta di giovani tossicodipendenti che vegeta nelle piazze e nelle strade alla ricerca di un’altra dose, infischiandosene di ciò che lo circonda. L’ennesima bugia del mondo liberal, la libertà non si trova certo in fondo ad una riga di cocaina.

Sempre legato al mondo moderno è il cosiddetto “diritto all’eutanasia”, porre termine alla propria vita è un carattere che, evidentemente, deve diventare preminente nella società odierna. Perché se “chi non lavora non fa l’amore”, d’altro canto “chi non produce non consuma” e chi non consuma è inutile a questa società che proprio sul consumo si fonda. Quindi, non si tratta di dare, anche qui, ad una persona la disponibilità della propria vita – principio discutibile – ma, in un futuro, di poter scartare e/o mantenere in vita elementi considerati più o meno utili.

Ecco come un’umanità, che di umano avrebbe ben poco, ha deciso di poter porre fine alla propria esistenza sul pianeta Terra, proseguendo di questo passo.

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