Benito Mussolini: il tormento di una sinistra inutile e fallimentare.

di Giuseppe D’Alessio.
Conosciamo quasi tutti il periodo della seconda guerra mondiale, ma soprattutto conosciamo molto bene i protagonisti che hanno portato il mondo sull’orlo della distruzione.
Uno dei protagonisti che sicuramente ha avuto una parte fondamentale nel conflitto è sicuramente Benito Mussolini. Non basterebbero 10 articoli per raccontare completamente la vita di quell’uomo.
Per fortuna attraverso studi sintetici e mezzi di informazione come i documentari, quasi tutti hanno avuto modo di studiare, anche se in maniera superficiale, questi tipi di personaggi.
Ma sostanzialmente Benito Mussolini chi è stato? Possibile che a distanza di decenni, quest’uomo suscita ancora tanto sospetto, rancore ed ammirazione? Possibile che un uomo morto più di 70 anni fa possa ancora dividere un popolo? Ma la domanda più grande è perché questa sinistra conserva ancora così timore – per non dire terrore – di quell’ideologia? Possibile che con tutti i problemi che ha l’Italia bisogna fare un’ennesima legge, che attacchi ogni persona che abbia un gadget o una foto fascista?
Facciamo un passo indietro: Benito Mussolini nasce a Predappio nel 1883, figlio di socialisti eredita un carattere forte e deciso. Ottiene il diploma come maestro e nel 1900 inizia a militare con il Psi, nel 1902 scappa in Svizzera per sfuggire al servizio di leva e ritorna solo nel 1904 continuando ad esercitare la professione di maestro, ricevendo il congedo con alcune ammende. Dai 2 anni in Svizzera Mussolini eredita molte ideologie di sinistra e di Destra, inizia a scrivere per il giornale socialista “L’Avanti”, ed inizia a premere su ogni fronte del partito. Scavalca molti veterani e  ricopre ruoli importanti e fondamentali per il partito. Scoppia la guerra e il Psi si dichiara neutrale, ma Mussolini decide di andare controcorrente e pubblica un articolo dove è a favore dell’intervento in guerra. Ormai è ultimo segno di incompatibilità, Mussolini abbandona il Psi e crea con molti ultra-nazionalisti il giornale “Il popolo d’Italia”.
Con la fine della guerra Mussolini si trova i suoi Fasci da combattimento formati da un’accozzaglia di uomini violenti per lo più nazionalisti, ma erano le basi di quello che verrà negli anni seguenti. Con il passare del tempo il fascismo diviene quasi imbattibile con adesioni da tutta Italia. Ad alimentare la forza del fascismo, sono i fallimenti dei 5 governi precedenti (Orlando, Nitti, Giolitti, Bonomi e Facta). Nel 1921 il partito fascista entra in parlamento con 36 deputati e nel 1922 si attua la marcia su Roma. Facta decide di dimettersi e il re rifiuta lo stato di assedio . Da quel preciso istante Mussolini sarà il capo indiscusso ed incontrastato in Italia.
Molti storici dividono il regime fascista in 2 parti, la prima splendente e prospera dove vediamo un Mussolini venerato in tutto il mondo, capace di far uscire l’Italia dalla crisi, rendere l’agricoltura il motore della nazione, capace di cambiare un’Italia in tutti i settori da quello dell’edilizia, a quello alimentare fino ad arrivare a quello bellico. L’altra parte invece, che mette da parte tutta la grandezza fascista e che racconta, un duce sempre più succube dello sciacallo tedesco, dove la sete di potere porta alle sconfitte peggiori, fino all’uccisione e allo scempio di piazzale Loreto.
Col susseguirsi degli anni, si è cercato, cercano e cercheranno sempre di raccontare solo una storia: quella dei vincitori. Direi che la legge Fiano sia l’emblema di una sinistra ancorata al passato, che ha paura nel ricorso storico, che non sopporta che molti italiani studino una storia non scritta da loro. Una sinistra fallimentare sotto tutti i punti di vista, che ha bisogno di attaccare i fantasmi per farsi leva sugli elettori.
Al di là degli schieramenti mi chiedo perché la stessa intolleranza, la sinistra non l’abbia utilizzata con qualsiasi altro regime magari targato con falce e martello.
Il paradosso di una sinistra che non ha più argomenti, perché ha fallito su tutti i campi. Fa comodo premere sul lato sbagliato del fascismo, fa comodo raccontare una storia modificata a proprio piacimento.
A distanza di anni vediamo “comunisti col Rolex” farsi venire crisi isteriche, sulla situazione politica sempre più tendenziale a destra. Perché, che lo vogliate o no, il Ventennio con tutti i difetti fa parte della storia d’Italia, ma soprattutto di un intero popolo.

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