Sghignazzano i maiali

di Giacomo Novelli.

Programma “DiMartedi”, conduce Floris, e questo basta e avanza per indovinare i protagonisti dell’ennesima, volgare, sparata di chi ancora combatte una Resistenza contro i mulini a vento.

Ci si prova, a ragionar con loro; ma ogni volta – qui l’espressione calza a pennello – è come dar perle ai porci.

Giorgia Meloni denuncia un problema. Non un problema ideologico, anacronistico, ma un problema civile, sociale, pratico, urgente: i rifiuti di Roma.

L’amministrazione Raggi, si sa, non verrà ricordata come la più brillante amministrazione della Capitale. Forse non sarà la peggiore della storia di Roma, ma solo perché fare peggio dell’imperatore Nerone sarebbe stato un po’ troppo complicato, persino per i pentastellati dal congiuntivo facile.

E quindi dicevamo, un problema che va risolto, per i cittadini ma anche per il decoro e per la nostra immagine. Il video di un maiale che zampetta tra l’immondizia romana ha già fatto il giro del mondo: immagine tragicomica della Caput Mundi.

Si parla, si discute, si litiga. Ma ora basta, almeno per 5 minuti.

Il comico Gene Gnocchi proverà ad ironizzare su tutto. Per farci vivere qualche secondo divertente, per farci dimenticare tutto questo.

No, assolutamente no.

Per non farci mancare niente, viene accantonata la discussione su cosa fare di concreto per risolvere il problema. Per non farci mancare niente, ecco a voi un’altra puntata della Resistenza del Duemila, dell’antifascismo contro un fascismo che non c’è più: “E’ un maiale femmina, si chiama Claretta Petacci”. Così, senza motivo. Sghignazza Gnocchi, sghignazza Floris.

Per chi non lo sapesse, Claretta Petacci fu amante di Benito Mussolini. Un amore clandestino, speciale, si passionale e carnale, ma anche e soprattutto affettuoso, leale, vero. Per amore di un uomo, Claretta morì al suo fianco, stuprata e poi trucidata da partigiani “eroi”. La sua unica colpa, amare un uomo nell’epoca sbagliata. Fiera, eroica, guidata da un amore vero. Autentico. Così vero, da condividere le conseguenze dei tanti, forse troppi errori di Benito Mussolini. Da condividerne la morte.

Dunque, questa donna sarebbe un maiale? Sì, tralasciamo la vergogna di un insulto così grave rivolto ad una donna. Tralasciamo lo schifo, lo sdegno, per un insulto così grave ad una donna morta, che non può certo rispondere, che non può certo difendersi. Tralasciamo la viscida, iniqua, anacronistica Resistenza che pur di attaccare qualsiasi cosa che ricordi vagamente il Fascismo o Mussolini, si macchia di volgarità, di nefandezze come questa. Tralasciamo tutto. E riflettiamo.

Quella donna è davvero paragonabile ad un maiale? Dopo la battutona d’alto cabaret, il “comico” e il “conduttore”, se la ridono. Sghignazzano. Sghignazzi come grugniti. Sghignazzano i maiali.

Rachele Mussolini, nipote di Mussolini, non risponde rabbiosamente, anzi. Con eleganza, commenta “Continuo ad apprezzare l’ironia brillante del comico e conduttore televisivo emiliano. Certo è che il periodo elettorale, il crollo del Pd nei sondaggi, debbono far perdere la testa e la giusta ironia”.

La classe non è acqua. Gioco, partita, incontro. Probabilmente, i due soggetti non capiranno mai la sottile ironia della risposta. Si sa, il Q.I. dei maiali, non è molto elevato. Sghignazzate pure.

Riposa in pace, Claretta Petacci.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *