L’estate indiana di piazza San Babila – Sanbabilini da Ritter

di Tommaso De Brabant.

Venerdì 12 gennaio si è tenuta, presso le gloriose Edizioni Ritter, la presentazione del volume (edito da Settimo Sigillo) Sanbabilini. Letture, storie e ricordi, tenuta dall’autore, Pierluigi Arcidiacono, assieme a Maurizio Murelli.

Il libro in questione è una ponderosa inchiesta, una imponente raccolta di interviste, documenti e foto.

Ha tenuto banco Murelli, il quale pur paventando da principio la loquacità dell’autore lo ha ampiamente superato per quantità di parole.

Arcidiacono ha messo in guardia dall’aspettarsi una versione univoca su qualsiasi fatto narrato, con buona pace dei propalatori di verità assolute – che pure dettano legge sui fatti di storia contemporanea almeno dal ’45 in poi.

Questa pretesa è assente, fra le iniziative editoriali che l’area ha dedicato ai ragazzi di piazza San Babila: infatti due libri precedenti a quello presentato, pure anch’essi scritti da protagonisti diretti dell’epopea sanbabilina, sono romanzi – Indian Summer ’70 dello stesso Murelli, e San Babila. La nostra trincea di Cesare Ferri.

Non mancano le pretese agiografiche, e un po’ di vittimismo (almeno giustificato dalla ribadita stima che allora tracciò il prefetto Mazza, stando al quale nella Milano di quegli anni sarebbero stati attivi un migliaio di neofascisti, a fronte di ventimila estremisti di sinistra). Ma sono fattori che non impediscono l’ammirazione per l’onestà di non ammantarsi di verità più o meno pretese, e per quella del riconoscimento dei tratti più grotteschi, financo ridicoli di personaggi e imprese sanbabilini. Semmai ciò può essere guastato dalla pretesa di glorificare il giovedì nero del ’73, episodio reso tragico dall’uccisione di un poliziotto poco più che ragazzino, Antonio Martino.

Dice Murelli che i ragazzi della destra di oggi non devono avere un complesso d’inferiorità nei confronti della sua generazione, così come la sua non avrebbe dovuto averne nei confronti di quella repubblichina. Sostiene che la situazione attuale di cui sono fatte oggetto realtà quali CasaPound e Lealtà Azione – l’agitare, da parte della stampa più o meno istituzionale, dello spauracchio di presunte avanzate fasciste – sia analoga alla mostrificazione (termine che usa spesso) della galassia neofascista negli anni ’70, dovuta all’esigenza dei moderati di fermare i consensi al MSI (allarme scatenatosi in particolare dopo il triplicare dei voti in Sicilia – quello annunciato dal Secolo d’Italia squadernato da Almirante in una celebre foto).

Un buon segnale, da parte di chi ha partecipato a lotte e riscatti di più generazioni.

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