Blocco Studentesco: probabili brogli alle elezioni della Consulta Provinciale.

di Federica Ciampa.

Il 29 e il 30 Gennaio si sono svolte le elezioni per la Consulta Provinciale degli Studenti: questo organo, forse poco conosciuto, è stato introdotto per garantire il più ampio confronto fra gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado e i rispettivi studenti. Il Blocco Studentesco, movimento giovanile di CasaPound, non è riuscito a conquistare la presidenza della Consulta, nonostante un accordo con il Fronte della Gioventù per presentare un unico candidato presidente: entrambi i movimenti politici, infatti, avevano deciso di convergere su un unico nome, quello della giovanissima Beatrice Lai.

Proprio nella giornata di ieri, si è votato per la Presidenza della Consulta, andata a Samuele Lucidi, della lista di sinistra “La lotta fa scuola”, ed è in questo secondo giorno di elezioni che gli studenti del Blocco Studentesco hanno denunciato di aver subito un sopruso da parte di coloro che erano designati alla Commissione elettorale, quindi nel momento dello spoglio delle schede. Secondo gli studenti del Blocco, infatti, questa Commissione elettorale, essendo costituita da persone facenti parte della medesima lista che ha vinto le elezioni, non sarebbe stata totalmente oggettiva nel conteggio dei voti: invero, durante lo spoglio, sono state contestate 32 schede, di cui 25 portavano il nome della candidata Presidente del Blocco e del Fronte della Gioventù Beatrice Lai. Gli studenti presenti sostengono che l’annullamento di queste schede sia avvenuto ingiustamente, evidenziando il fatto che vi era comunque una chiara intenzione di voto dei partecipanti: ad esempio, un cerchio intorno al simbolo, invece di una semplice X. A causa di ciò, la vittoria è stata conquistata dalla lista “La lotta fa scuola” del gruppo “Unione degli studenti” con 85 voti, contro gli 81 di Beatrice Lai, la quale, però, ripetiamo, dalla sua parte ha anche 25 schede che sono state annullate, forse senza giusta causa.

Il Blocco Studentesco, a seguito di ciò, ha deciso di far inserire nel verbale l’altissima quantità di voti annullati e contestati, fatto che sembrerebbe non essersi mai verificato dal 1996, anno in cui la Consulta è stata istituita, ad oggi: i votanti erano 250, le schede annullate 32, quindi, se la matematica non è un’opinione – e non lo è – circa il 10% dei voti, i quali, però, avrebbero procurato una vittoria schiacciante alla giovanissima candidata dei due movimenti della fazione politica opposta.

Il movimento giovanile di CasaPound, di conseguenza, ha deciso di fare ricorso al TAR, chiedendo, come misura cautelare, l’immediato arresto dei lavori della Consulta, una successiva verifica su queste 32 schede e, eventualmente, qualora la ragione fosse dalla loro, il riconteggio delle stesse.

Dal canto della Commissione elettorale, tuttavia, le schede sarebbero state annullate con cognizione di causa, in quanto recanti croci celtiche e svastiche. Se così fosse, coloro che erano in Commissione non avranno nulla da temere dall’imminente verifica del TAR.  

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