La Nuova Via della Seta: nuovi scenari tra Italia e Cina

di Vanessa Combattelli

Persino un viaggio di mille miglia comincia con un passo, e così forse andrà anche per i rapporti esteri tra l’Italia e il mondo, soprattutto per quanto riguarda un partner commerciale non indifferente: la Cina.
Emerge infatti in quest’epoca la necessità di dialogare e di ampliare il proprio sguardo internazionale e globale, ora più che mai bisogna tenere conto che il baricentro geopolitico è fatto di mosse e contromosse, e un bravo politico deve saper rispondere agli stimoli che vengono da fuori.
E’ proprio la Cina infatti a ritagliare un protagonismo tutto nuovo nel panorama commerciale, già in tempi non sospetti si poteva percepire che una nuova forza internazionale si stava ergendo, questa composta di componenti che fino a pochi anni fa abbiamo sempre ed esclusivamente associato agli USA.
Solo cinque anni fa il Presidente Cinese Xi Jinping ha dato una scossa agli ormai statici rapporti globali presentando la “Nuova via della seta”, questa considera connessioni tra il Sol Levante, l’Europa e l’Africa. (basti ricordare che la Cina è il primo partner commerciale dello Zimbabwe)

L’iniziativa prende il nome di “One Belt, One Road” e geograficamente parlando l’Italia non ne sarà di certo esclusa, infatti il progetto prevede che la tratta commerciale passi per il canale di Suez per poi terminare nel Mar Mediterraneo.
Sarà dunque decisivo il protagonismo italiano nella grande ruota cinese, e proprio di questo si è discusso martedì 30 gennaio a SIOI, la Società Italia per l’Organizzazione Internazionale, mettendo in risalto un convegno dal nome già impegnativo: “La Nuova Via della Seta: dopo il XIX Congresso del Partito Comunista Cinese.”
Tra i relatori figuravano Franco Frattini, Presidente della SIOI, Vincenzo Amendola, Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Li Ruiyu, Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese, Ettore Sequi, Ambasciatore d’Italia presso la Repubblica Popolare Cinese ed infine Domitilla Savignogni, la conduttrice del TG5, che si è occupata di moderare l’incontro.
Durante la discussione sono state analizzate le nuove prospettive che deve aspettarsi l’Italia rispetto a questo nuovo processo globale.
Li Ruiyu senza molti preamboli ha sostenuto che “Una Cina più prospetra può contribuire a creare un mondo migliore”, ricordando che tre città in particolare, Venezia, Genova e Trieste, sono già predisposte ad una collaborazione col progetto “One Belt, One Road.”
Frattini ha invece affermato che l’Italia potrà esclusivamente beneficiare del progetto cinese e della sua spinta, infatti ora più che mai si può trovare un dialogo con la Cina, un Tu-per-Tu per molte volte l’Europa ha preferito evitare rifiutandosi di lasciarsi coinvolgere pienamente.

A LIVELLO DI NUMERI

Durante il triennio 2014-2017 sono stati circa 400 miliardi gli investimenti cinesi nei paesi coinvolti, questi hanno fruttato oltre 200.000 mila posti occupazionali.
Il percorso su rotaie tra Cina ed Europa è stato compiuto 3.673 volte nel 2017.
L’incremento rispetto al 2016 è stato pari al 116%. Il percorso ha toccato 36 città in 13 paesi del Vecchio Continente. (Fonte: LIMES)
Questo denota l’importanza per la Cina di creare e promuovere le connessioni tra il continente euroasiatico e l’Europa, questo determinerà un incremento dei prodotti made in China verso l’occidente, così come l’UE ha la possibilità di far fruttare i propri investimenti ed esportazioni verso la Repubblica Cinese.
Amendola ha non a caso sottolineato l’importanza di connessioni fisiche, quali ferrovie, ponti, infrastrutture per garantire un commercio multilaterale.
Al termine del XIX Congresso del PCC un motto ne è venuto fuori: “guardare avanti senza dimenticare le intenzioni originali” e il perseguimento dell’obiettivo sembra ormai più determinante che mai, la nuova via della seta ha infatti già percorso più di un passo dal raggiungimento delle mille miglia.

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