4 Marzo: entra in scena CasaPound Italia

Di Andriy E. Galtieri
Il 4 marzo si avvicina, il giorno delle elezioni, e per la prima volta entra, prepotentemente in scena, un nuovo soggetto politico: CasaPound Italia.

CasaPound (o CPI) nasce a Roma nel 2003, come primo grande centro sociale di destra, o comunque sia non in mano della sinistra antagonista. Occupando un vecchio stabile abbandonato dalla burocrazia. 

L’impegno principale del movimento “dichiaratamente fascista” – ma “fascisti del Terzo millennio” – è la “lotta all’emergenza abitativa”. Si dice che dagli anni ’80 si sia smesso di costruire case popolari, CPI – dal canto suo – afferma, invece, il “diritto di ogni italiano ad avere una casa di proprietà”.

Di CasaPound si può dire che negli anni, con le proprie comunità, realtà ed associazioni parallele, abbia puntato molto sul sociale e sulle attività di volontariato: dalle reti di protezione civile, le raccolte alimentari per famiglie indigenti, alle pulizie degli spazi verdi nelle città all’assistenza nei Paesi del Terzo mondo.

Dopo 2 anni della sua fondazione viene creato il movimento giovanile, il Blocco Studentesco, che come il movimento-capo, prima a Roma e poi nel resto d’Italia dilaga. In questi giorni è quasi vicino alla massima carica della politica studentesca romana: la Consulta Provinciale di Roma. E lo fa nel proprio stile, diventando un caso nazionale e scandalizzando buona parte del mondo politico.

Ideologicamente viene definito “neofascista”, il loro leitmotiv “né destra né sinistra”, molti i legami con quella parte “estroversa” e meno tradizionalista del fascismo: da D’Annunzio a Guido Keller, Corridoni, Carnera e molti altri gli esempi presi da CPI.

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