Bonino ai giovani italiani:“Non siete talentuosi” – ma è la sua storia a risponderle

di Alessio Valente.

Ha fatto discutere, e non poco, la dichiarazione-appello di Emma Bonino, la paladina dell’aborto e rappresentante italiana al sinistro gruppo Bilderberg del ’98, rivolta ai giovani italiani. Di seguito, la dichiarazione completa della fautrice della lista +Europa:

“Quando ero commissaria europea, ho visitato l’ospedale di Freetown, capitale della Sierra Leone. Nelle corsie non c’era un paziente intero. Avevano tutti un piede, una gamba o un braccio tagliato. Si battevano per le libere elezioni, erano stati mutilati dai movimenti antielettoralisti. Morale? Cari ragazzi italiani, voi non siete stati bravi a nascere in Italia. Non siete talentuosi a vivere in una famiglia che vi compra i vestiti e vi manda a scuola. Avete avuto solo fortuna. Il minimo che possiate fare è assumervi qualche responsabilità, compresa quella di votare”.

Niente mezzi termini, dall’ex- radicale, nel dipingere una generazione ed esortarla al voto. Posto, in ogni caso, che portare come esempio un paese sottosviluppato e martoriato non sia un gran mossa di lungimiranza politica, visto che questa dovrebbe guardare “a chi sta meglio” e non viceversa, a meno che non intenda lavorare contro la propria nazione, ed il sospetto appare legittimo; posto che, se fossi in lei, cercherei, da politico, di individuare le mie responsabilità, sicuramente condivise con molti colleghi, per spiegare questa forte disaffezione alle urne da parte di giovani e, lo intendiamo svelare all’ignara Bonino, anche da parte di meno giovani, ci sarebbe qualche passo nella vita della guerriera dei diritti, più che dei doveri, che parrebbe rispondere da sé.

Emma Bonino, per esempio, nasce nel ’48 e, una volta laureata in Lingue e letterature nel ’72, entra praticamente subito in politica, e in Parlamento, a soli ventotto anni.
Prima d’allora, pubblicamente, non c’è traccia di lavoro e, come vedremo, in alcuni casi neanche dopo. Una volta eletta, la vita di Emma rimbalza da un paese all’altro del mondo, dalla Polonia, in cui appoggia Solidarnosc, agli Usa, dove si batte per la vendita di siringhe sterilizzate ai tossicodipendenti. Incontra il Dalai Lama, per parlare della Cina davanti alla stampa, fino a diventare Commissaria Europea.
Continua comunque a girare il mondo, andando a fare una capatina in Bosnia durante la guerra, fino a girare gran parte dell’Africa e ritrovarsi, in Scozia, a partecipare alla riunione del gruppo Bilderberg, dove si incontrano annualmente banchieri, proprietari di multinazionali e personalità di stampo politico.

Insomma, Emma non si è fatta mancare nulla nella vita e sicuramente, oltre a girare il mondo, si è battuta molto per le sue idee. Bisognerebbe dirle, però, di passare anche per l’Italia, ogni tanto, prima di parlare dei giovani suoi connazionali, anche solo per conoscerli.
Non solo, bisognerebbe anche rimembrarle che è fra gli eurodeputati più pagati d’Europa, essendo italiana, ma anche fra i peggiori, con il cinquanta percento circa di assenze. Un po’ come se un giovane italiano, un po’ furfantello, si presentasse a lavoro una volta su due percependo comunque un lauto stipendio. Non è proprio edificante per chi vuol fare la morale, così come non è edificante essere citata nel libro di denuncia di Danilo Quinto, ex- tesoriere dei Radicali, come “la persona che più di ogni altra, in ambito radicale, ha usufruito, con grande maestria, dei privilegi a lei concessi. Sbaragliando tutto e tutti e riuscendo a creare all’esterno un’immagine che non rappresenta per nulla la sua vera identità”.

Verrebbe ancora di più da sorridere, o d’arrabbiarsi, a seconda del temperamento, a leggere le stesse parole di Emma, pubblicate direttamente sul sito ufficiale: si può scoprire, infatti, che Emma vive in una casa, comperatela dalla madre. A questo punto, vogliamo quindi rassicurare i giovani italiani che se i genitori pensano a vestirli, non va bene e devono darsi una svegliata, ma se regalano loro una casa, non v’è problema alcuno.

C’è solo una controindicazione: purtroppo leggiamo, sempre sul sito della Bonino, che lei piange, piange in continuazione. “Mi appallottolo qui e piango. Poi dopo un po’ mi alzo e faccio qualcosa”. Di solito, continua, si dedica alla potatura delle piante, ma un giorno “piangendo, le ho potate al punto di raderle al suolo. C’erano già le gemme, non ho avuto fiori quella primavera”.

Una metafora che parla da sola e, forse, sarebbe bastata.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *